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Torna la calma
a Tripoli

· ​Dopo gli scontri all’aeroporto ·

L’aeroporto di Tripoli  dopo la fine degli scontri (Reuters)

Clima di relativa calma all’aeroporto internazionale di Mitiga, nei pressi della capitale libica Tripoli, dove ieri venti persone hanno perso la vita in scontri tra milizie rivali. «È tornata la calma dopo che è stato respinto un attacco condotto da un gruppo di criminali» ha detto il portavoce del governo di concordia nazionale Ahmed bin Salim. L’aeroporto è sotto il pieno controllo delle forze governative, ha aggiunto. Il governo di concordia nazionale guidato dal premier Al Sarraj ha spiegato che l’attacco di ieri aveva come scopo quello di liberare alcuni terroristi di Al Qaeda e del sedicente stato islamico (Is). Tra le vittime degli scontri, alcuni civili, tra cui un impiegato della compagnia aerea che stava rientrando a casa dopo la chiusura dello scalo per motivi di sicurezza. Secondo quanto riferiscono i media locali, gli scontri sarebbero iniziati all’alba, quando un gruppo di uomini armati ha tentato di assaltare la prigione che si trova all’interno dell’aeroporto, anche con colpi di artiglieria. Nella zona dello scalo internazionale, l’unico rimasto operativo a Tripoli, c’è infatti un carcere in cui sono rinchiuse oltre 2500 persone, per diverse accuse. La struttura è gestita dalla Forza di dissuasione Al Radaa, che risponde al ministero dell’interno del governo di Al Sarraj. La prigione — dicono i media locali — è stata presa di mira e attaccata da una brigata comandata da Bashir Al Bugra, che sostiene Khalifa al-Ghawil, leader di un gruppo che non riconosce il governo di Al Sarraj. Quest’ultimo ha ordinato lo scioglimento della brigata, considerata appunto responsabile dell’assalto. Nonostante un relativo miglioramento delle condizioni di sicurezza a Tripoli dall’anno scorso, combattimenti scoppiano sporadicamente nel settore dell’aeroporto di Mitiga, al centro di una battaglia tra le milizie per l’influenza nell’area.

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