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Torna il piano May

· ​I Tories potrebbero approvare il nuovo testo del premier se vengono accolte alcune richieste ·

Dibattito alla camera dei comuni a Westminster (Epa)

Si intravede la possibilità che i Tories si ricompattino e arrivino a dare il via libera all’accordo sulla Brexit che Theresa May ha promesso di sottoporre di nuovo all’esame del Parlamento britannico fra meno di 10 giorni, entro il 12 marzo. Dopo la bocciatura del primo tentativo di ratifica — segnato a gennaio dalla sconfitta con 230 voti di scarto — a May è arrivata una lettera, anticipata dal «Sunday Times», di otto deputati legati allo European research group e agli alleati della destra unionista nordirlandese del Dup. I deputati spiegano cosa potrebbe convincerli ad approvare un compromesso concordato fra il governo britannico e l’Ue tale da scongiurare l’ipotesi di un’uscita del Regno Unito senza accordo, il famigerato no deal. È centrale la richiesta della concessione di un testo aggiuntivo da parte di Bruxelles a garanzia d’una durata non illimitata del backstop — la contestata clausola di salvaguardia sul confine aperto irlandese — il cui valore legale venga poi assicurato dall’attorney general Geoffrey Cox. Da parte sua, il ministro del commercio internazionale, Liam Fox, accoglie la lettera come «uno sforzo genuino di cercare un terreno comune». E sembra che May potrebbe ricevere consensi tra i parlamentari laburisti eletti nei collegi pro-Brexit di tradizione operaia dell’Inghilterra del Nord, delle Midlands e d’una parte del Galles che sarebbero pronti a votare il suo accordo in cambio di impegni sulle tutele post-Brexit dei diritti dei lavoratori britannici e di qualche altro gesto di «buona volontà politica» del governo. Resta il fatto che entro il 12 marzo May dovrà trovare un accordo con l’Ue che verrà poi sottoposto all’esame del Parlamento britannico. Se, nella votazione del 12 marzo, i parlamentari non accetteranno l’intesa, scatterà il giorno dopo il voto sul no deal. Se anche quello verrà rigettato ci sarà un’ultima votazione il 14 marzo nella quale scegliere se accettare un’estensione. Se quest’ultimo voto avrà esito positivo, si procederà alla firma del rinvio della Brexit da chiedere al summit Ue del 21 e 22 marzo.

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15 ottobre 2019

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