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​Toni Morrison dice no

Nel numero speciale che «The Nation» ha pubblicato per festeggiare i suoi primi 150 anni, si trova anche l’articolo della scrittrice statunitense Toni Morrison, No Place for Self-Pity, No Room for Fear. Con la capacità nitida e poetica insieme che, negli anni, abbiamo imparato a conoscere nelle sue opere, la vincitrice del Nobel per la letteratura 1993 chiama in causa la responsabilità degli artisti nel mondo attuale. Ben consapevole delle crisi che attraversano il globo, Morrison sprona i colleghi: «È esattamente questo il momento in cui un artista deve rimboccarsi le maniche. Non c’è tempo per la disperazione, non v’è spazio per l’autocommiserazione, non c’è posto per la paura. Noi parliamo, noi scriviamo, noi facciamo lingua. È così che la civiltà guarisce». La creatrice di figure femminili memorabili, sofferenti ma mai dome, conclude quindi affermando che se è importante non ignorare il grido di dolore del mondo ferito e sanguinante, è anche indispensabile non soccombere alla cattiveria. «Come l’insuccesso, anche il caos contiene informazioni che possono condurre alla conoscenza, se non addirittura alla saggezza. Esattamente come l’arte».

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26 gennaio 2020

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