Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tokyo fa i conti con un deficit insostenibile

· Per l’Fmi sono necessarie riforme strutturali per rilanciare la crescita ·

Il livello del debito e il deficit di bilancio del Giappone «sono insostenibili nel medio termine» e il Governo deve agire con un piano misure di contenimento. Non va certo per il sottile il vice direttore generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), Naoyuki Shinohara, descrivendo la situazione dei conti nipponici.

Parlando a una conferenza a Tokyo, Shinohara ha sottolineato che «se persisterà la situazione attuale del bilancio, si verificheranno di sicuro dei problemi» auspicando che nel Paese si raggiunga «al più presto un accordo su un piano di consolidamento del bilancio». L’esponente del Fmi ha anche avvertito che le banche giapponesi devono rafforzare ulteriormente il capitale per centrare gli standard internazionali e anche gli accantonamenti ricorrendo principalmente ad aumenti di capitale. Secondo gli esperti, il debito giapponese ammonterebbe a circa il duecento per cento del prodotto interno lordo. Alla fine di gennaio l’agenzia americana Standard&Poor’s ha abbassato il rating del Paese a tre livelli sotto il massimo punteggio possibile, proprio per aver riscontrato carenze nel programma di risanamento del debito. Il primo ministro, Naoto Kan, ha promesso un’ampia riforma fiscale che potrebbe comprendere anche un’innalzamento delle tasse.

L’agenzia Moody's ha annunciato oggi che non prevede azioni sul rating sovrano del Giappone, confermando la valutazione di Aa2 con prospettive stabili. Lo ha dichiarato il vice presidente di Moody's, Thomas Byrne, in un’intervista citata dall’agenzia Bloomberg, ricordando che uno degli aspetti di forza del Giappone sta nel fatto che circa il novanta per cento del debito è detenuto da investitori giapponesi, così che il grado di affidabilità creditizia è paragonabile a quello dei Paesi che vantano rating più alti. Byrne ha tuttavia sottolineato che, qualora il Governo di Tokyo non riesca a migliorare la situazione di bilancio del Paese, potrebbero aumentare i rischi di un downgrade del rating.

Un segnale positivo, tuttavia, è arrivato dal consumi interni. A gennaio la fiducia dei consumatori è migliorata per la prima volta dopo sette mesi, grazie anche ai segnali di ripresa dell’occupazione. L’indice — ha reso noto l’Ufficio di gabinetto — si è portato a 41,1 (contro 41,1 di dicembre), nel caso di famiglie con almeno due o tre componenti, pur sempre sotto quota cinquanta che indica la divisione tra pessimisti e ottimisti. Tutte e quattro le voci principali rilevate — qualità della vita, crescita del reddito, condizioni di lavoro e tempistica di acquisto di nuovi beni durevoli — sono risultate in aumento. L’indicatore segnala che il sentimento dei consumatori si avvia verso la stabilizzazione, mentre nel rapporto di dicembre l'Ufficio di gabinetto aveva parlato di «fiducia che si sta indebolendo».

Intanto, la casa automobilistica Toyota ha preso atto con soddisfazione che l’esito delle indagini fatte negli Stati Uniti, decise allo scopo di chiarire le cause del richiamo di oltre otto milioni di vetture per problemi all’acceleratore, ha ribadito l'affidabilità delle proprie vetture. La casa, in una nota, ha sottolineato che «il risultato delle indagini del Dipartimento dei Trasporti americano conferma l’affidabilità dei nostri sistemi elettronici di controllo dell’accelerazione». Dopo l’istruttoria di dieci mesi, l’iniziativa ha permesso di fugare i sospetti sulla sicurezza dei sistemi elettronici, facendo ritenere che l’accelerazione involontaria dei veicoli fosse legata a problemi meccanici.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

20 agosto 2019

NOTIZIE CORRELATE