Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tintin superstar a Pechino

· Boom di vendite per la traduzione cinese degli album di Hergé ·

«Hergé era belga, come Hercule Poirot e Jacques Brel, non francese» spiega Wang Bingdong, il francesista che ha curato in Cina la nuova traduzione delle avventure di Tintin; «non è un dettaglio irrilevante, anche nella mia storia. Ho scoperto i suoi fumetti solo nel 2001, a 66 anni, mentre stavo lavorando a un libro sul Belgio; assomigliavano alle avventure di San Mao, il nostro Tintin cinese» continua Wang Bingdong, rispondendo alle domande di Arnaud De La Grange, di «Le Figaro». «Quando c'è stato bisogno di scrivere un articolo su Hergé mi sono accorto che l'unico “esperto” ero io. Anni dopo, ho accettato di far parte di questa nuova avventura editoriale». Tre anni di lavoro «filologico», di difficile dialogo tra due tradizioni socioculturali molto lontane, ripartendo dal testo originale in francese, senza l'ausilio delle precedenti edizioni diffuse in Cina già a partire dagli anni Ottanta, e senza servirsi nemmeno della prima edizione ufficiale del 2001, fondata sulla versione inglese e di qualità non eccelsa,  frutto del lavoro di una dozzina di traduttori diversi su materiali di seconda o di terza mano.

L'edizione curata dalla Casterman (in collaborazione con il partner cinese Ccppg) ha superato con lode il severo esame dei Tintinophiles , ma nonostante la competenza dell'autore molte sfumature e molti dettagli si sono persi per strada durante il viaggio da un codice linguistico all'altro. Nella versione cinese non resta molto delle immaginifiche imprecazioni del Capitano Haddock : il marinaro Mille sabords! diventa «Che il Cielo ti maledica mille volte e diecimila volte ancora» e il tonante Tonnerre de Brest! si trasforma in un più generico «Che il tuono ti spezzi»; se ogni riferimento alla città scompare, infatti, non si perde solo un nome — spiegano i fan che discutono in rete delle nuove iniziative che riguardano il loro beniamino — perché Brest rimanda all'atmosfera tipica della Bretagna, fatta di porti velati di nebbia e cielo grigio ardesia solcato dal bianco dei gabbiani. Ma, anche nel caso di un fumetto d'autore, tradurre implica necessariamente tradire e il professor Wang Bingdong è stato costretto a cambiare persino le parole onomatopeiche: così plouf diventa putong .

Per i nomi propri ha preferito attenersi all'0riginale; non c'è bisogno, come hanno fatto i precedenti traduttori cinesi, di ribattezzare il cagnolino Milou Snowy, l'inseparabile duo Dupont e Dupond con il più anonimo Thomson e Thompson, o di sostituire Moulinsart con Marlinspike Hall.

Gli album sono in libreria dallo scorso fine settimana, registrando un buon successo di vendite che, secondo le previsioni degli editori, cresceranno presto al ritmo di tre milioni di copie l'anno.

Non solo grazie all'effetto traino del film Le avventure di Tintin e il segreto dell'unicorno , a cui stanno lavorando Steven Spielberg e Peter Jackson, che uscirà nel 2011. Le avventure di Tintin ambientate in Oriente sono particolarmente curate; con Il loto blu , l'autore cambia metodo, non improvvisa come nei primi album ma si documenta a lungo. Il protagonista di Tintin in Tibet , per esempio, è un personaggio reale: Tchang Tchong-jen, uno studente all'Accademia di Belle arti di Bruxelles che Hergé conobbe negli anni Trenta ma ritrovò solo dopo più di quarant'anni, nel 1981.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

27 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE