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Tintin a Gerusalemme

· Gli ebrei e i fumetti in un dossier di «Pagine Ebraiche» ·

A fare il punto sugli intrecci tra umorismo, graphic novel e cultura ebraica è il dossier «Comics & jews» del mensile «Pagine Ebraiche».

I comics in Israele non hanno avuto un inizio facile. Nel neonato Stato sulla cultura pop pesava un pregiudizio. Lo stesso che nel 1964 aveva portato le autorità a vietare l’ingresso in Israele ai Beatles. Non si sentiva il bisogno di scarafaggi destabilizzanti e di topolini saccenti. A Mickey Mouse si preferiva Micky Motz, il topo sionista. I tempi cambiano, racconta su «Pagine Ebraiche» Asher Salah della Bezalel, la Academy of Arts di Gerusalemme, fucina del fumetto israeliano con David Polonsky, illustratore del film di Folman Valzer con Bashir , Gilad Seliktar autore di Farm 54 e Amitai Sandy, fondatore della Dimona Comix Publishing e di Animics, il festival annuale di comics e animazione di Tel Aviv.

Per Salah è il 2008 a segnare la svolta: per la prima volta un graphic novel , Exit Wounds di Rutu Modan, entra nella classifica dei libri in ebraico più venduti dell’anno e ai comics vengono dedicati due convegni internazionali. Uno sui legami tra politica e caricatura alla Bezalel Academy of Arts. L’altro a Mishkenot Shananim per il centenario della nascita di Hergé, il creatore di Tintin. Nella prima traduzione nel 1964 accolto con indifferenza in Israele, anche per i trascorsi collaborazionisti del suo creatore, le avventure di Tintin trionfano oggi in sette edizioni. E Israele è al centro di tre graphic novel tradotte in tutto il mondo: Capire Israele in 60 giorni (e anche meno) di Sarah Glidden, Cronache di Gerusalemme di Guy Delisle e Palestina. Una nazione occupata di Joe Sacco. Comics e graphic novel , medium pop per eccellenza, fotografano il presente e restituiscono il passato prossimo più e meglio dei giornali e della letteratura?

Non teme di ibridarsi con il saggio e di affrontare scenari geopolitici Il mio miglior nemico di Jean-Pierre Fillu e David B., il primo di due volumi sulle relazioni tra Stati Uniti e Medio Oriente. Esplorano pieghe drammatiche della storia recente Luca Enoch e Claudio Stassi in La banda Stern raccontando la controversa vicenda del Lehl, il Lohamei Herut Israel, i Combattenti per la libertà d’Israele, un gruppo che operava con modalità terroristiche nella Palestina sotto il mandato britannico. Racconta l’amicizia di due ragazzi triestini all’ombra della Risiera di San Saba il diciannovenne Eugenio Belgrado in Torri di fumo (Lavieri). Nell’inserto di «Pagine Ebraiche» molte anche le anticipazioni. Come Klezmer iv di Joann Sfar, l’autore del Gatto del Rabbino , edito in Francia da Gallimard.

Una comicità anche dissacrante ma mai antireligiosa quella ebraica: un Dio con cui dialogare e a cui chiedere ragione della sofferenza. Ridere di se stessi per sopportare il dolore, per guardarsi allo specchio, per essere accettati e vincere il pregiudizio. Una risata per salvarsi.

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18 novembre 2019

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