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​Timori per la stabilità libica

 Sembra ormai smentita la notizia, rimbalzata ieri sera su diversi media libici ma senza conferme ufficiali, della morte del generale Khalifa Haftar. Da giorni si rincorrono le voci sul suo stato di salute e sul suo ricovero d’urgenza a Parigi per un ictus. L’Unsmil, la missione Onu in Libia, ha fatto sapere che l’inviato Ghassam Salamé e Haftar hanno parlato proprio ieri per telefono degli sviluppi politici del paese. E una smentita, seppure indiretta, alla morte del generale è arrivata anche da Aqila Saleh, capo del parlamento di Tobruk, che si divide con Tripoli la leadership nel paese nordafricano. Secondo il sito Al Wasat, Saleh è in continuo contatto con Haftar.

Il clamore sulla vicenda, comunque, è seguito da commenti sul senso dei fragili equilibri libici. La possibile uscita di scena del generale della Cirenaica aprirebbe scenari imprevedibili. Il rischio paventato è che si frantumi la coalizione di forze che ha messo insieme e che ha portato all’accordo con le autorità di Tripoli. La coalizione collegata al parlamento di Tobruk, infatti, è nata in contrapposizione al governo di Tripoli, guidato dal primo ministro, Fayez Al Sarraj, e riconosciuto dalla comunità internazionale. Ma il 17 dicembre 2015, in Marocco, i relativi rappresentanti hanno firmato un’intesa per la formazione di un «governo di accordo nazionale», sotto l'egida dell’Onu.

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