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Tillerson
a Pechino

· ​Per colloqui sulla crisi nordcoreana ·

Nel difficile tentativo di stemperare la tensione al 38° parallelo, il segretario di stato americano Rex Tillerson si recherà in Cina per tre giorni, da domani a sabato. In agenda una fitta serie di colloqui con esponenti del governo cinese, sullo sfondo degli sforzi della comunità internazionale volti a contenere la minaccia nucleare e missilistica posta dalla Corea del Nord. La visita di Tillerson a Pechino è stata confermata dal dipartimento di stato americano. Alcuni giorni fa, durante la riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla non proliferazione nucleare, a margine della settantaduesima Assemblea generale delle Nazioni Unite, Tillerson aveva detto che «la cooperazione con la Cina è essenziale per prevenire una catastrofe nella penisola coreana. Questo è il momento di lavorare con la comunità internazionale e fare pressione sulla Corea del nord, prima che sia troppo tardi». Tillerson ha segnalato che gli Stati Uniti sono pronti al dialogo diretto con il regime comunista di Pyongyang, «anche a breve, se il leader nordcoreano, Kim Jong-un, si dimostrerà in grado di esibire un contegno». Le continue minacce di Kim hanno però indotto gli Stati Uniti a varare nuove misure economiche restrittive contro la Corea del Nord. Colpite, in particolare, otto banche e 26 nordcoreani residenti all’estero (Cina, Russia, Libia e negli Emirati Arabi Uniti), accusati di avere finanziato il programma nucleare. La settimana scorsa, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva firmato un ordine esecutivo che autorizzava il dipartimento del tesoro ad adottare nuove misure punitive contro Kim, dopo il test della prima bomba all’idrogeno del 3 settembre scorso e i continui lanci di missili balistici intercontinentali.

E incontrando ieri alla Casa Bianca il presidente del governo spagnolo, Mariano Rajoy, Trump ha detto di essere «del tutto pronto» ad azioni militari contro la Corea del Nord, se sarà necessario. «L’opzione militare non è la preferita, ma se la scegliamo sarà devastante per la Corea del Nord», ha dichiarato il presidente. «Tutti i paesi — ha aggiunto — devono agire ora per assicurare la completa denuclearizzazione del regime di Pyongyang».

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20 settembre 2019

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