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Theresa May
guarda a Bruxelles

· ​Ottenuta la fiducia il premier ha bisogno di tempo per un nuovo piano sulla Brexit ·

Al premier britannico Theresa May, che ieri ha superato la prova della mozione di sfiducia presentata dal leader laburista Jeremy Corbyn, potrebbe arrivare un decisivo aiuto da Bruxelles per superare lo stallo in cui si trova il governo Tory in relazione alla Brexit. Per il momento, le uniche alternative all’uscita dall’Ue senza un accordo — il paventato no deal — potrebbero essere quella di convincere i deputati con un nuovo piano presentato entro lunedì o avere più tempo per l’entrata in vigore della Brexit. La prima sembra poco probabile. La seconda dipende dalla disponibilità dei 27 capi di stato e di governo Ue. Dal cancelliere tedesco Angela Merkel sono già arrivate parole di apertura. Ha detto che «c'è ancora un po’ di tempo per trattare», ma ha anche spiegato che «spetta a Londra fare adesso una proposta» e ha sottolineato che «nessuno ha intenzione però di rimettere in discussione la sostanza dell’accordo». Da parte sua, il capo negoziatore Michel Barnier ha ricordato che «mai il rischio di un no deal è stato così vicino: mancano solo 10 settimane al 29 marzo, data ufficiale d’uscita del Regno Unito dall’Unione. Theresa May ha annunciato incontri con tutti i leader dell’opposizione, a partire già da ieri sera, per cercare di trovare una linea comune con l’obiettivo di «attuare la Brexit». May ha aperto anche a un incontro faccia a faccia con Jeremy Corbyn, finora negato. Il parlamento — ha affermato — ha confermato la fiducia nel governo, ora bisogna attuare la Brexit perché il paese continui ad aver fiducia nel parlamento.

Il leader dell’opposizione laburista, Corbyn, si è detto disposto a incontrare May, ma ha chiesto di «togliere dal tavolo qualunque ipotesi di divorzio no deal dall’Ue». Anche il capogruppo del partito nazionale scozzese (Snp), Ian Blackford, ha detto sì a un confronto «costruttivo», pur ribadendo la differenza delle posizioni.  

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