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​Testimonianza video
sulle Comfort women

Emerge dagli archivi la prima testimonianza video sulle comfort women, donne provenienti dalla Cina, dalla Corea, dalle Filippine, ma anche da Thailandia, Vietnam e Malesia, e dai Paesi sotto il controllo militare giapponese, che durante la Seconda Guerra Mondiale erano state rapite, prelevate delle loro case, o ingannate con la promessa di lavori in fabbrica, e poi condotte nei cosiddetti «comfort center» dove venivano picchiate e usate come schiave del sesso per i soldati. Filmato dalle truppe americane in Cina, il video — 18 secondi di girato, in cui alcune donne parlano con un soldato — è stato trovato da ricercatori sudcoreani in un archivio statunitense. Secondo stime recenti fornite dai ricercatori, 200 mila donne furono costrette a lavorare nei bordelli dell’esercito giapponese. Solo il 25 per cento delle comfort women — molte delle ragazze rapite o comprate dai genitori non avevano più di 16-17 anni — sopravvisse alla fine della guerra e ai traumi fisici e psicologici.

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19 febbraio 2020

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