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Testimonianza cristiana
contro l’intolleranza

· All’assemblea generale del Conic ·

La testimonianza cristiana contro la violenza e l’intolleranza: questo è stato il tema centrale della XVIII assemblea generale del Conselho Nacional de Igrejas Cristãs (Conic), che si è svolta nei giorni scorsi a San Paolo, in Brasile. L’assemblea — alla quale hanno partecipato rappresentanti di Aliança de Batistas do Brasil, Chiesa cattolica, Igreja Episcopal Anglicana, Igreja Evangélica de Confissão Luterana, Igreja Presbiteriana Unida e Chiesa ortodossa siriaca — si è aperta con un seminario sull’ospitalità eucaristica. In questo contesto il pastore luterano, Walter Altmann, ha ripercorso le tappe del dibattito teologico per la condivisione della mensa eucaristica, che per Altmann, costituisce «il primo passo nell’arrampicarsi verso quella fraternità ecumenica che le Chiese sono chiamate a percorrere insieme per giungere in un futuro all’intercomunione». Altmann ha evocato i principali documenti di questo dibattito, che ha aiutato i cristiani a superare tanti ostacoli sulla strada della piena e visibile comunione, senza però giungere a una celebrazione condivisa che, come è stato detto da numerosi interventi, costituisce il principale obiettivo del cammino ecumenico.

Al centro dei lavori dell’assemblea è stata anche la valutazione di come il Conic sta affrontando il fenomeno migratorio a partire dal progetto «Immigrati e rifugiati: le sfide della Casa comune» che coinvolge numerose comunità locali da San Paolo a Joinville. Con questo progetto il Conic ha voluto dare una testimonianza «contro la violenza, il razzismo e la xenofobia che hanno investito immigrati e rifugiati anche in conseguenza del clima politico e della crisi economica che caratterizza il presente del Brasile». Si tratta di proseguire nell’opera di una sempre maggiore sensibilizzazione delle Chiese e delle comunità di fede per la creazione di una rete di accoglienza proprio nei confronti di immigrati e rifugiati.

Al riguardo, il Conic auspica un aumento di quei luoghi, dove le persone, che arrivano in Brasile, possano avere la possibilità di condividere difficoltà e speranze della loro vita, sviluppando una prassi di ascolto e di dialogo, senza la quale non si può costruire una cultura dell’accoglienza. Al tempo stesso, si è affrontata la questione di come intensificare le azioni pubbliche con le quali denunciare le violazioni dei diritti umani, in particolare degli stranieri. Di fronte alla violenza e all’intolleranza che pervade la società brasiliana, al di là delle discriminazioni nei confronti di immigrati e rifugiati, per il Conic va costruito un cammino di riconciliazione delle diversità, radicato sulle Sacre Scritture che devono costituire la fonte privilegiata nella lotta contro ogni forma di emarginazione, che è contraria all’insegnamento evangelico.

All’assemblea, è giunto il saluto di monsignor Manoel João Francisco, vescovo di Cornélio Procópio, presidente della commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, che ha ricordato il coraggio con il quale il Conselho Nacional de Igrejas Cristãs ha portato avanti la testimonianza cristiana per l’unità nel corso degli anni, esprimendo l’augurio che questo possa continuare in futuro anche per un arricchimento spirituale di tutta la società brasiliana.

Anche il pastore Olav Fyske Tveit, segretario generale del World Council of Churches (Wcc), ha indirizzato una lettera all’assemblea, sottolineando l’importanza per il cammino ecumenico della lotta per la giustizia che ha caratterizzato da sempre la vita del Conic, assumendo una dimensione e un significato del tutto nuovi alla luce delle condizioni attuali del Brasile.

Nell’assemblea più volte si è tornati sull’importanza della preghiera, accompagnata da gesti concreti di fraternità.

Al termine dell’assemblea, durante la quale è stata accolta la richiesta della Fundação Luterana de Diaconia di diventare membro del Conselho Nacional de Igrejas Cristãs, è stato eletto il Consiglio direttivo presieduto dal pastore luterano Inácio Lemke, che ha voluto confermare quanto prioritario per la costruzione dell’unità visibile della Chiesa sia l’impegno quotidiano per la giustizia e per la pace in Brasile.

di Riccardo Burigana

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23 ottobre 2019

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