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Testimoni di unità e di riconciliazione

· ​In Mozambico il Pontefice ribadisce il rifiuto della violenza che distrugge ed esprime vicinanza alle popolazioni colpite dai cicloni ·

La preghiera per i cardinali Etchegaray e Pimiento Rodríguez «Testimoni d

«Testimoni di unità, di riconciliazione, di speranza». Nello stadio Maxaquene di Maputo le parole di Papa Francesco infiammano le migliaia di giovani presenti e risuonano come una consegna alta e impegnativa per tutti i mozambicani. Il futuro del Paese è racchiuso nei «sogni» dei ragazzi e delle ragazze — di varie fedi e confessioni religiose — che circondano il Pontefice con il loro abbraccio, riaffermando la volontà di costruire una nazione pacifica e riconciliata. Nonostante le diversità, assicura uno di loro nel saluto rivolto a Francesco, «i giovani mozambicani, come fratelli, vogliono scrivere insieme una nuova pagina della storia del Paese». E il Papa li incoraggia a «sognare insieme», rimanendo «tutti uniti e senza barriere: questo — dice — fa parte della “nuova pagina della storia” del Mozambico».

L’incontro interreligioso con le nuove generazioni ha concluso la prima mattinata trascorsa dal Pontefice nella capitale del Paese africano, dove l’aereo papale era giunto nella serata di mercoledì 4 settembre, dopo un volo di oltre dieci ore.

Prima di recarsi nello stadio Maxaquene, Francesco, appresa con dolore la notizia della morte del cardinale Roger Etchegaray, lo ha ricordato come «uomo di dialogo e di pace» nel corso della messa celebrata nella nunziatura apostolica. E con lui ha fatto memoria anche del cardinale colombiano José de Jesús Pimiento Rodríguez, scomparso martedì 3. Quindi si è recato al Palazzo Ponta Vermelha per la visita di cortesia al presidente della Repubblica, Filipe Jacinto Nyusi, e successivamente ha incontrato le autorità politiche, i rappresentanti della società civile e i membri del corpo diplomatico.

Anche nel primo discorso del viaggio il Papa ha posto l’accento sulla necessità dell’impegno per porre «le basi di un futuro di speranza» e «di dignità» per l’intera comunità nazionale. Da Francesco, in particolare, un esplicito riconoscimento degli «sforzi che, da decenni, si vanno compiendo affinché la pace torni ad essere la norma, e la riconciliazione la via migliore per affrontare le difficoltà e le sfide». 

VIAGGIO APOSTOLICO DI SUA SANTITÀ FRANCESCOIN MOZAMBICO, MADAGASCAR E MAURIZIO

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22 febbraio 2020

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