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Testimoni della luce

· Il Papa in visita alla parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie parla dell’impegno cristiano nel tempo di Avvento ·

All’Angelus il richiamo del diritto alla vita e la benedizione dei bambinelli per i presepi

La luce del Natale e un cuore pronto ad accogliere il Dio nascente. Nella domenica Gaudete , il Papa ha riproposto il senso cristiano da dare a questo periodo di attesa natalizia, il cui significato, ha detto, viene troppo spesso offuscato da una mentalità consumistica e materialistica che persiste, nonostante la crisi economica. Un discorso articolato che si è sviluppato nei diversi momenti della mattina dell’11 dicembre, trascorsi dal Pontefice prima nella parrocchia romana di Santa Maria delle Grazie a Casal Boccone e poi in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus. L’intento era quello di riproporre la genuina essenza della festa più familiare tra i cristiani,

Ogni credente, ha ricordato integrando a volte la lettura dell’omelia preparata per i fedeli che gremivano la nuovissima chiesa parrocchiale a Roma nord, ha il dovere di essere testimone di luce. E ha indicato «nella Parola di Dio, nella celebrazione dei Sacramenti, nel Sacramento della Confessione, con il perdono che riceviamo, nella celebrazione della Santa Eucaristia» i mezzi attraverso i quali si riceve la missione di «essere oggi testimoni che la luce c’è» e di portarla nel nostro tempo. Parole, queste del Pontefice, riproposte poi all’Angelus in San Pietro, dove si erano dati appuntamento cinquemila piccoli del Centro oratori romani per la tradizionale benedizione delle statuine dei bambinelli.

Soffermandosi sui testi liturgici della domenica, il Papa ha infatti invitato «a vivere l’Avvento senza lasciarsi distrarre dalle luci, ma sapendo dare il giusto valore alle cose, per fissare lo sguardo interiore su Cristo». La vera gioia, ha spiegato, non è «frutto del divertirsi» sfuggendo agli impegni della vita e alle sue responsabilità ma, al contrario, essa è legata a qualcosa di più profondo, come può esserlo uno stretto rapporto con Dio.

Al termine della preghiera rivolgendosi ai gruppi presenti il Pontefice ha salutato in particolare il Movimento per la vita.

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20 ottobre 2019

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