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Testimoni coerenti della fede in un mondo che cambia

· La Giornata Missionaria Mondiale ·

«Andare a testimoniare in tutte le parti del mondo con un atteggiamento di fiducia e di fede, nella consapevolezza di essere nelle mani di Dio»: è l'impegno di vita a cui sono chiamati i religiosi, le religiose e i laici, sottolineato a «L'Osservatore Romano» dal superiore generale dei Missionari Comboniani del Cuore di Gesù, padre Enrique Sánchez González.

Domenica 24 ottobre si celebra la Giornata Missionaria Mondiale e i vari episcopati nel mondo hanno da tempo avviato iniziative per ricordare ai fedeli l'importanza dell'annuncio della Parola. «Come i pellegrini greci di duemila anni fa, anche gli uomini del nostro tempo, magari non sempre consapevolmente — ha scritto Benedetto XVI nel messaggio per la Giornata Missionaria Mondiale — chiedono ai credenti non solo di “parlare” di Gesù, ma di “far vedere” Gesù, far risplendere il volto del Redentore in ogni angolo della terra davanti alle generazioni del nuovo millennio e specialmente davanti ai giovani di ogni continente, destinatari privilegiati e soggetti dell'annuncio evangelico».

Il mondo e il senso da dare alla missione attraversano una fase di profonda trasformazione. «Come missionari — spiega padre Sánchez González — stiamo vivendo una grande sfida in un mondo che sta cambiando. I religiosi, le religiose e anche i laici sono chiamati a essere non soltanto informatori ed educatori, ma a dare ragione di quello che si compie, con la propria coerenza di fede». I comboniani sono presenti in trentacinque Paesi di quattro continenti, con un'attenzione particolare verso l'Africa. «Dobbiamo essere testimoni coerenti del Signore — aggiunge il superiore generale — portando come ricchezza quello che abbiamo nel cuore, facendo causa comune con le persone che incontriamo, camminando assieme a loro, scegliendo soprattutto i poveri, sapendo che Dio è fra loro, anche fra i non cristiani».

Per suor Giuseppina Sozza, vicaria generale della congregazione delle Ancelle Missionarie del Santissimo Sacramento, «devono essere le parrocchie il punto di partenza per una nuova spinta alla missione».

Le suore sono impegnate nella collaborazione con le Pontificie Opere Missionarie e nelle diverse attività di animazione e cooperazione missionaria. «Ovunque siamo — si evidenzia dalla congregazione — la nostra vita consacrata vuole essere una partecipazione alla maternità di Maria e della Chiesa, per una evangelizzazione senza frontiere, poiché, come amava ripetere la fondatrice, Madre Caterina Zecchini, l'amore di Gesù non conosce distanze, ma abbraccia tutto l'universo». In questo impegno, conclude la vicaria generale, «cerchiamo di fare capire, soprattutto nelle parrocchie, che occorre essere missionari sempre, nello spirito dell'offerta e della preghiera». «Come cattolici — ha ricordato il segretario della Pontificia Opera della Propagazione della Fede, padre Timothy Lehane Barret — abbiamo una meravigliosa responsabilità a motivo del nostro battesimo: determinare un cambiamento in bene del nostro mondo». Alla Pontificia Opera della Propagazione della Fede pervengono ogni anno migliaia di progetti da tutto il mondo missionario con richieste di sussidi. L'assemblea generale 2010 delle Pontificie Opere Missionarie ha così ripartito gli stanziamenti: all'Africa sono destinati sussidi ordinari pari 17.236.000 dollari, all'America 2.020.000 dollari, all'Asia 10.774.500 dollari, all'Europa 1.184.200 dollari, all'Oceania, infine, 1.478.000 dollari. Per quanto concerne la Pontificia Opera dell'Infanzia Missionaria, i sussidi sono in totale 18.015.600 dollari.

Tante e varie sono le iniziative promosse dalle Chiese nel mondo per la Giornata Missionaria: dalle veglie di preghiera e collette agli incontri di testimonianza, fino all'utilizzo di internet per implementare il messaggio soprattutto tra i giovani. «L'ottobre missionario — sottolinea don Gianni Cesena, direttore della Fondazione Missio, promossa dalla Conferenza episcopale italiana — è destinato ad accrescere nelle nostre comunità la coscienza dell'universalità della Chiesa. Il tema di quest'anno sollecita una riflessione sull'Eucaristia e rimanda all'importante appuntamento del Congresso Eucaristico Nazionale che si svolgerà ad Ancona il prossimo anno».

Anche la comunità cattolica in Spagna partecipa alla Giornata Missionaria. Il cardinale arcivescovo di Madrid, Antonio María Rouco Varela, ha scritto nel messaggio per il 24 ottobre che la Giornata mondiale della gioventù che si celebrerà nel 2011, nel Paese ispanico, sarà un evento missionario. «Nei nostri quartieri — ha sottolineato il cardinale — c'è molta gente che non sa dove trovare il Redentore e che sprofonda in strade di disperazione e di angoscia, non sapendo dove mettere gli occhi e il cuore».

Ferve altresì l'animazione nelle diocesi del Portogallo: «I cattolici — ha scritto il vescovo di Setúbal, Gilberto Délio Gonçalves Canavarro dos Reis — devono insistere nella proclamazione della fede cristiana, meditando l'annunzio del messaggio e la loro responsabilità in questo compito».

In Francia, l'impegno missionario, come specificato da padre Pierre-Yves Pecqueux, direttore del Service de la Mission Universelle e des Oeuvres Pontificales Missionnaires, sarà dedicato soprattutto all'America latina.

In Gran Bretagna e in Irlanda si celebra la «World Mission Sunday», spiegano dall'episcopato, «come un'opportunità di rinnovare l'impegno a proclamare il Vangelo e dare alle attività pastorali una prospettiva missionaria più grande. Nel 2009, in Gran Bretagna, sono state raccolte 2.298.349 sterline per aiuti in cinque Paesi.

Gli Stati Uniti sono poi fortemente attivi tramite il Catholic Relief Service, nell'assistenza ai terremotati ad Haiti.

Infine, c'è il continente asiatico. In Pakistan, in occasione della Giornata Missionaria, si tiene a Karachi un seminario di studio a cui parteciperanno oltre 2.000 delegati, per riflettere sul ruolo della famiglia nella missione. Il vescovo di Hong Kong, John Tong Hon, durante una cerimonia, ha consegnato ai delegati delle parrocchie copie del Vangelo affinché «i fedeli si assumano l'impegno missionario». In India, il nunzio apostolico, Salvatore Pennacchio, ha esortato i giovani a farsi testimoni di Dio. La Chiesa in India ha anche lanciato un sito internet per promuovere l'evangelizzazione tra le nuove generazioni.

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