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Testa a testa
nelle presidenziali austriache

· Al ballottaggio decisivi i voti per corrispondenza ·

Sarà necessario attendere questa sera per conoscere il nome del nuovo presidente della Repubblica austriaca. Il ballottaggio di ieri infatti, si è concluso con un testa a testa, impensabile alla vigilia, tra i due candidati, il leader della destra populista, Norbert Hofer (ma con un lieve vantaggio), e l’indipendente, appoggiato dai verdi, Alexander Van der Bellen. 

Il candidato verde Van der Bellen (a sinistra) e il nazionalista Hofer (Ap)

La risposta, quindi, si saprà in serata, dopo il conteggio dei circa 800.000 voti per corrispondenza. Alla fine dello scrutinio, ha indicato la Commissione elettorale di Vienna, Hofer ha ottenuto il 51,93 per cento dei consensi, mentre Van der Bellen si è fermato al 48,07. Lo spoglio per posta potrebbe ribaltare la situazione, ma il dato politico è già incontrovertibile: un austriaco su due ha sostenuto la destra populista in Austria. Da Bruxelles, nessun commento ufficiale, ma un alto funzionario ha osservato che il voto «impone una riflessione». Comunque vada a finire, Van der Bellen può rimarcare di avere recuperato dal primo turno uno svantaggio di 14 punti su Hofer, unendo praticamente tutte le forze moderate e di centrosinistra, mentre il leader di destra può invece rivendicare di avere ricevuto un voto su due, nonostante tutti i moniti lanciati a livello nazionale ed europeo. Queste elezioni presidenziali, rilevano gi analisti, hanno tutte le caratteristiche per entrare nella storia: al primo turno, infatti i candidati dei due partiti di maggioranza, i socialdemocratici e i popolari, che governano tradizionalmente assieme, sono usciti pesantemente sconfitti, e al ballottaggio sono arrivati i candidati all’opposizione. L’alta affluenza alle urne del 70 per cento dei 6,4 milioni di aventi diritto, con un record assoluto di voti per corrispondenza, testimonia il clima di partecipazione.

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26 maggio 2019

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