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Terrore
sul mar Rosso

· ​Due turiste tedesche uccise su una spiaggia egiziana ·

Il resort Sunny Days Palacio dove è avvenuto l’attacco (Reuters)

È uno studente egiziano di 27 anni, Abdel-Rahman Shaaban, l’attentatore del resort di Hurghada, sul mar Rosso, che ieri ha ucciso a coltellate due turiste tedesche e ne ha ferite altre quattro di diversa nazionalità. Lo hanno indicato fonti della sicurezza del Cairo, secondo le quali il giovane — originario della provincia di Kafr Al Sheikh e arrestato subito dopo l’assalto — «non ha precedenti penali o dossier politici a suo carico». In una nota, il ministero degli interni sostiene che ancora non si conoscono i motivi del gesto. Secondo la ricostruzione di quanto accaduto, l’attentatore è arrivato a nuoto. Dopo avere scavalcato il muro di cinta del Sunny Days Palacio si è recato in spiaggia, dove con un coltello ha trafitto almeno sei turiste prima di essere bloccato dalla guardie della sicurezza del resort. Una dinamica simile alla strage avvenuta a Sousse, in Tunisia, nel giugno del 2015, quando 38 turisti furono massacrati da un terrorista giunto anche in questo caso nel resort via mare.

«Non voglio gli egiziani, non è voi che cerco», avrebbe urlato in arabo l’assalitore, secondo quanto ha raccontato un testimone. Frasi che, se confermate, potrebbero avallare la pista jihadista. Da anni, infatti, il sedicente stato islamico (Is) e gruppi terroristi affiliati esortano i loro combattenti a colpire gli stranieri nelle località turistiche egiziane, da Sharm el Sheikh, nel Sinai, a Luxor e Hurghada, già presa di mira a gennaio del 2016, con tre turisti feriti, un assalitore ucciso e un altro ferito. L’attacco di ieri al resort, ancora non rivendicato da alcuna organizzazione terroristica, potrebbe avere pesanti ripercussioni sul business del turismo in Egitto, già in calo — ricordano gli analisti — dopo l’abbattimento di un aereo russo nell’ottobre del 2015, rivendicato dall’Is, con la morte di tutte le 224 persone a bordo che stavano rientrando a San Pietroburgo dopo una vacanza a Sharm el Sheikh. Nel 2016, dopo una campagna pubblicitaria egiziana costata 19 milioni di dollari, le presenze nella regione erano tornate a salire, soprattutto tra i turisti ucraini, polacchi e tedeschi. Fino a ieri, quando la spiaggia di Hurghada si è nuovamente intrisa di sangue.

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17 settembre 2019

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