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Terrore quotidiano in Siria

· Oltre quaranta persone uccise da un’autobomba esplosa davanti a una moschea sciita nei pressi di Damasco ·

Ancora terrore in Siria. È salito a quaranta morti, tra i quali sette bambini, il bilancio dell’esplosione di un’autobomba avvenuta ieri davanti a una moschea sciita nella regione di Damasco. La deflagrazione  — stando alle prime ricostruzioni fornite dalla stampa — ha avuto luogo nella città di Wadi Barada, località a circa quaranta chilometri a nord ovest della capitale, nel momento della consueta preghiera del venerdì. Decine i feriti, molti dei quali in gravi condizioni. L’agenzia ufficiale Sana punta il dito contro gruppi di terroristi infiltrati dall’estero: l’auto è esplosa «mentre i terroristi la stavano riempiendo di esplosivo» dice l’agenzia. Già in passato Wadi Barada, attualmente controllata dalle forze dei ribelli che si oppongono al presidente Assad, era stata luogo di attacchi e violenze.

Intanto, i combattimenti proseguono senza tregua in diverse parti del Paese. La televisione di Stato siriana ha annunciato ieri l’uccisione da parte delle forze di Assad del capo dei miliziani del fronte Jabath Al-Nusra, formazione appartenente allo schieramento dei ribelli. La notizia, tuttavia, non ha ancora ricevuto conferme indipendenti.

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