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Terrore nella sinagoga

· Uccisi quattro israeliani in un attentato a Gerusalemme ·

Hamas rivendica mentre Israele promette la rappresaglia

«Un atto di puro terrore che semplicemente non può trovare spazio in quello che si definisce un comportamento umano». 

I primi soccorsi a un ferito (Epa)

Con queste parole il segretario di Stato americano, John Kerry, ha detinitio l’attentato avvenuto questa mattina contro una sinagoga a Gerusalemme, nel quale due palestinesi armati hanno ucciso quattro israeliani e ferito altri otto. Il gesto è stato rivendicato da Hamas, il movimento islamico che controlla la Striscia di Gaza.

La sinagoga attaccata si trova nel sobborgo di Har Nof. Stando alle prime ricostruzioni della polizia israeliana, i due attentatori sono entrati nella sinagoga con armi da fuoco, asce e coltelli: subito dopo hanno attaccato i fedeli che si trovavano nell’edificio. I due sono poi stati uccisi dalla polizia. Provenivano da Jabel Mukaber, quartiere arabo di Gerusalemme est, ed erano cugini. Inoltre, facevano parte del gruppo di prigionieri scarcerati nel 2011 da Israele per ottenere il rilascio del caporale Gilad Shalit, tenuto in ostaggio nella Striscia di Gaza per cinque anni.

Il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha duramente condannato l’attentato di questa mattina, promettendo una rappresaglia.  

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24 gennaio 2020

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