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​Terrore nel cuore
di Gerusalemme

· Due agenti e tre terroristi uccisi in un attacco palestinese ·

Soldati israeliani nella città vecchia di Gerusalemme dopo l’attentato (Ansa)

Torna il terrore a Gerusalemme. Un attentato è avvenuto questa mattina nell’area della moschea di Al Aqsa, nei pressi della Porta dei leoni della città vecchia. Morti due agenti israeliani, un terzo ferito. «I terroristi sono stati uccisi» ha spiegato una portavoce militare. Si tratterebbe di tre assalitori palestinesi ma ancora non ci sono conferme ufficiali. Non è chiaro come le armi, due fucili e una pistola ritrovate sui corpi degli aggressori, siano state introdotte all’interno dell’area, che è stata subito chiusa. Le autorità israeliane, in seguito all’attacco, hanno chiuso l’accesso all’area della moschea di Al Aqsa e impedito le preghiere musulmane. Il mufti di Gerusalemme, Mohammad Husein, ha protestato e, secondo i media palestinesi, sarebbe stato anche arrestato.

In una telefonata con il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, ha condannato l’attacco, esprimendosi «contro ogni atto di violenza, specialmente quando essi avvengano in luoghi sacri». Hamas e la Jihad islamica hanno invece esaltato l’assalto.

L’area circostante la moschea di Al Aqsa è il luogo più sacro dell’ebraismo e il terzo più sacro nell’islam, dopo la Mecca e la Medina in Arabia Saudita. Gli ultimi attacchi palestinesi a Gerusalemme risalivano alla metà di giugno, quando Hamas rivendicò due azioni in cui fu uccisa una poliziotta israeliana. Entrambi gli attacchi erano avvenuti in via Suleiman e nei pressi della Porta di Damasco della città vecchia nella sera del terzo venerdì di Ramadan e all’inizio dello shabbat, il riposo settimanale ebraico. Anche in Cisgiordania la tensione è altissima. Sempre oggi, un giovane palestinese è rimasto ucciso durante gravi incidenti verificatisi a Deheishe (presso Betlemme) mentre una unità militare israeliana stava effettuando degli arresti nel campo profughi. 

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