Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

​Terra di integrazione

«Io ringrazio tanto la Svezia, perché tanti argentini, cileni, uruguayani nel tempo delle dittature militari sono stati accolti» nel Paese che «ha una lunga tradizione di accoglienza» e di integrazione. Papa Francesco, dopo aver scherzato sul «freddo preso» con i giornalisti presenti sul volo che martedì 1° novembre da Malmö lo ha ricondotto a Roma, ha rivelato uno dei motivi finora meno noti della sua decisione di visitare la nazione scandinava. Una scelta che, al di là delle motivazioni legate al dialogo ecumenico, ha a che fare con l’esperienza personale del Pontefice «argentino e sudamericano», come si è autodefinito. 

Elogiando l’accoglienza di questo popolo, spesso visto come modello per la sua capacità di integrare i nuovi arrivati, Papa Bergoglio ha infatti parlato da figlio di una terra vittima da cui in molti hanno dovuto fuggire come esuli, trovando una nuova casa proprio grazie agli svedesi.

Parole che suonano come un ulteriore appello ad aprire le porte dell’Europa di fronte alle recenti migrazioni di massa provocate in varie parti del mondo da conflitti senza fine. I rifugiati del resto erano stati costantemente presenti nelle preoccupazioni e nelle preghiere del Pontefice durante tutto il breve ma intenso programma del viaggio in terra di Svezia. Un appello riecheggiato soprattutto quando ha incontrato la piccola comunità cattolica locale, per la quale poco prima di ripartire ha celebrato la messa nella solennità di Tutti i Santi, nello stadio di Malmö.

Il piccolo gregge dei cattolici svedesi ha così vissuto solennemente una festa particolarmente importante dell’anno liturgico soprattutto in questo tempo giubilare che volge al termine. All’omelia il Papa ha infatti elencato sei “nuove situazioni” ispirate dal vangelo delle beatitudini, definendo beati anche «coloro che guardano negli occhi gli scartati e gli emarginati, mostrando loro vicinanza».

dal nostro inviato Gianluca Biccini

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

25 maggio 2019

NOTIZIE CORRELATE