Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Teologia concreta

· Il movimento del Social Gospel negli Stati Uniti dell’Ottocento ·

Dopo la guerra di secessione, gli Stati Uniti conobbero uno sviluppo economico e demografico senza precedenti, che contribuì a innescare una profonda modernizzazione del Paese. Il fenomeno, però, non fu privo di contraccolpi.

Walter Rauschenbusch (1861-1918)

Non pochi, infatti, furono i gruppi sociali esposti al rischio di povertà ed emarginazione: tra questi gli immigrati giunti dall’Europa e la classe operaia, le cui condizioni di vita erano spesso miserevoli. Fu in tale contesto ricco di contraddizioni che negli anni Settanta dell’Ottocento nacque il movimento del Social Gospel, la cui storia è ora ricostruita in un libro di Irvy Cendron, frutto di una tesi di dottorato discussa presso l’Istituto italiano di scienze umane di Firenze (Un’analisi escatologica della realtà. Il movimento Social Gospel, Bologna, Il Mulino, 2014, pagine 252, euro 21). Lo scrive Giovanni Cerro aggiungendo che attraverso una lettura accurata degli scritti dei principali teorici del Social Gospel, Cendron mette in evidenza come l’obiettivo polemico del movimento fossero le Chiese protestanti, ritenute incapaci di affrontare i gravi problemi sociali che affliggevano gli Stati Uniti e accusate di concentrarsi sulla salvezza ultraterrena dei singoli individui, trascurando il bene della collettività. Grazie anche alla popolarità di romanzi che denunciavano le diseguaglianze economiche e le tensioni tra il mondo operaio e il capitalismo, il movimento riuscì a diffondersi piuttosto rapidamente nelle città e tra la classe media americana, formata soprattutto da ministri e pastori appartenenti alle numerose denominazioni protestanti degli Stati del Nord. Tuttavia, all’inizio degli anni Novanta il movimento non aveva ancora un’identità definita e cercava di farsi strada tra le correnti evangeliche di ispirazione sociale. Per lungo tempo il movimento non ebbe neppure un nome: la stessa espressione Social Gospel, benché utilizzata per la prima volta già nel 1886 da Charles O. Brown, un ministro della Chiesa congregazionalista di Dubuque (Iowa), divenne popolare soltanto all’inizio del Novecento.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

19 novembre 2019

NOTIZIE CORRELATE