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Tentato golpe in Libia

· ​Torna a infiammarsi la situazione a Tripoli dopo che miliziani armati hanno assaltato sedi ministeriali ·

Il Consiglio presidenziale del governo libico di intesa nazionale del primo ministro, Fayez Al Sarraj, riconosciuto dalle Nazioni Unite, ha incaricato unità delle forze armate di ristabilire l’ordine e contrastare il gruppo armato affiliato a Khaliga Ghwell — l’ex premier del dissolto governo islamista di salvezza nazionale — che ieri ha assaltato e preso possesso delle sedi di tre ministeri nella capitale, Tripoli, nel tentativo di colpo di stato. Lo rende noto fonti ufficiali del paese nordafricano. La decisione è stata presa nel corso di una riunione presieduta dal vice presidente del consiglio presidenziale, Ahmed Maetig, con responsabili governativi e militari. A tre giorni dalla riapertura dell’ambasciata italiana, la situazione nella capitale è tornata, dunque, ad infiammarsi per il colpo di mano tentato da Ghwell, che aveva già tentato un golpe ad ottobre dello scorso anno, occupando alcuni edifici governativi e una stazione televisiva e dicendosi pronto a combattere per rovesciare le autorità della capitale. Secondo le ultime informazioni disponibili, miliziani armati hanno preso di mira e assaltato le sedi dei ministeri della difesa, della giustizia e dell’economia, per poi essere allontanati dalle forze speciali. «Le forze speciali libiche hanno ripreso il controllo degli edifici ministeriali a Tripoli», scrive l’agenzia di stampa russa Ria Novosti, citata dal sito Rt.

Secondo il portale di notizie Libya Herald, la potente brigata dei cosiddetti "rivoluzionari di Tripoli" avrebbe dichiarato lo stato di emergenza nella capitale, dopo l’assalto ai tre ministeri del governo Sarraj. «Stanno cercando di seminare il caos e di sabotare l’unico governo riconosciuto a livello internazionale in Libia, ma non hanno comunque i mezzi per prendere il controllo», ha spiegato Ashraf Tulty, portavoce di Sarraj. In precedenza, Ghwell — contattato dall’agenzia di stampa Associated Press — aveva annunciato il ritorno del suo “governo”, accusando l’esecutivo di Sarraj di fallimento. In città — dove sono presenti numerose fazioni armate, alcune legate a Sarraj, molte altre ostili al governo — si sono vissute ore di tensione e incertezza con pesanti scontri tra le forze filogovernative e le milizie, hanno riferito sempre fonti locali. Ma mentre la situazione sembrava degenerare, il portavoce delle forze speciali, Ashraf Al Sulsi, annunciava di avere «ripreso il controllo di tutti gli edifici che i jihadisti avevano provato a prendere». Intanto, il presidente egiziano, Abdel Fattah Al Sissi, ha ricevuto al Cairo Sarraj e ha riaffermato la posizione egiziana riguardo alla grave crisi libica. «Unità e stabilità, rispetto della volontà del popolo e relazioni strette tra i due paesi. L’Egitto sostiene un’intesa tra le varie identità locali nel tentativo di trovare una soluzione che stabilisca le istituzioni nazionali senza alcun intervento straniero» ha riferito in una nota il portavoce della presidenza del Cairo, Alaa Youssef.

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24 agosto 2019

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