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​Tensione tra Kiev e Mosca

· Navi militari si sono affrontate tra il mar Nero e il mare di Azov ·

Il consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si riunisce oggi per discutere del brusco rialzo della tensione tra Ucraina e Russia. Navi militari dei due paesi si sono infatti affrontate nelle ultime ore tra il mar Nero, al largo della Crimea, e il mare di Azov. L’incidente ha provocato il ferimento di alcuni marinai ucraini e il sequestro da parte russa di tre navi di Kiev che, secondo il Cremlino, provenienti dal mar Nero non avevano comunicato l’intenzione di raggiungere il mare di Azov e, quindi, di attraversare lo stretto di Kerch, controllato da Mosca. L’iniziativa russa è stata descritta come «non provocata e folle» dal presidente ucraino, Petro Poroshenko. Kiev ha accusato le unità di Mosca di avere deliberatamente speronato un rimorchiatore che trainava due mezzi militari ucraini verso Mariupol, nel mare d’Azov, aggiungendo che Mosca «era stata informata in anticipo del passaggio» e che lo speronamento ha danneggiato il rimorchiatore. Il servizio d’intelligence russo, l’Fsb, ha accusato oggi la marina ucraina di avere violato le acque territoriali di Mosca in una «provocazione» contro la Russia. «Il loro fine è chiaro: vogliono creare una occasione di scontro nella regione», evidenzia un comunicato dell’Fsb, che non ha fatto menzione di speronamenti. Anche il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov, citato dall’agenzia di stampa Itar-Tass, ha parlato di una «provocazione molto pericolosa da parte di Kiev». Secondo le accuse ucraine, i russi si sarebbero anche spinti oltre nella contesa marittima. La marina militare di Kiev ha diffuso una nota accusando la Russia, dopo lo speronamento, di avere fatto fuoco su due delle imbarcazioni, danneggiandole e ferendo due membri dell’equipaggio. E di averle poi poste sotto sequestro. Successivamente, Poroshenko ha convocato una riunione d’emergenza con i più alti gradi militari e ha chiesto al parlamento di imporre la legge marziale. Al tempo stesso, ha sottolineato che questo non corrisponde in alcun modo a una dichiarazione di guerra. «L’Ucraina — ha precisato Poroshenko — non intende combattere con nessuno».

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16 luglio 2019

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