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Tensione tra Italia e Malta
sui migranti

· Il Viminale nega l’ingresso a 450 profughi e chiede a La Valletta di accoglierli ·

Roma, 14. Ancora tensione tra Malta e Italia sul nodo immigrazione. Ieri, nelle acque maltesi, è stata avvistata una grande imbarcazione a due piani, un peschereccio carico di circa 450 migranti, diretta verso nord. Dal Viminale hanno fatto sapere che il vecchio barcone era partito dalla Libia, probabilmente da Zuara. 

Per alcune ore ha navigato in direzione della costa siciliana, verso Agrigento, poi ha puntato verso Lampedusa. Nella notte, un altro cambio di rotta. Infine, l’imbarcazione è stata intercettata al largo di Linosa: 176 persone sono state portate sul pattugliatore inglese Protector inserito nel dispositivo Frontex, mentre altre 266 sul Monte Sperone della guardia di finanza italiana.

Il ministro dell’interno italiano, Matteo Salvini, ha negato lo sbarco dei migranti nei porti italiani, chiedendo che vengano accolti a Malta o in Libia. «In Italia si arriva solo con mezzi legali» ha spiegato il ministro in un colloquio con il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, aggiungendo che «occorre un atto di giustizia, rispetto e coraggio per contrastare i trafficanti di esseri umani e stimolare un intervento europeo». La Valletta, dal canto suo, ha dichiarato che i migranti erano diretti in Italia e che sono stati rispettati tutti gli obblighi internazionali. «Dato che erano in alto mare, non avevamo autorità per dargli istruzioni» ha detto un portavoce.

Intanto, a sottolineare la necessità di un nuovo approccio «per garantire il rispetto della umana dignità di tutti i migranti» è stato l’arcivescovo Bernardito Auza, osservatore permanente della Santa Sede presso le Nazioni Unite, a New York, in occasione della sessione conclusiva delle negoziazioni intergovernative sul Global Compact dell’Onu sull’immigrazione. Ricordando le parole di Papa Francesco, Auza ha messo in rilievo l’importanza della cooperazione internazionale, non solo tra i governi, ma anche tra le organizzazioni non governative. «La chiesa cattolica — ha detto l’arcivescovo — continuerà a impegnarsi pienamente per il vantaggio dei migranti, sempre rispettando i loro diritti e l’umana dignità».

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20 agosto 2019

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