Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tensione sempre più alta in Venezuela

· ​Si acuisce la crisi ·

Un agente durante una manifestazione a Caracas (Ap)

La crisi politica in Venezuela è ormai sfociata su una impasse politica assoluta, con Governo e opposizione — che controlla il Parlamento — ormai ai ferri corti, mentre sfumano le possibilità di mediazione internazionale e la popolazione, esasperata dalla lunga crisi, affronta una realtà sempre più drammatica, segnata dall’inflazione e dalla mancanza di alimenti. La situazione è sul punto di esplodere. Il presidente, Nicolás Maduro, ha detto che il Venezuela è vittima di una «campagna spietata, mediatica e politica lanciata per favorire un intervento militare diretto dall’estero» contro il suo Governo. Proprio per questo, il presidente — che ha minacciato di decretare uno «stato di emergenza eccezionale per agitazione interna» — ha ordinato una serie di esercitazioni militari con oltre mezzo milione di soldati. Ma una parte dell’esercito legato all’ex capo dello Stato, Hugo Chávez, ha criticato la gestione di Maduro. Intervistato dall’emittente televisiva Globovisión, scrive «El País», un generale in pensione, Cliver Alcalá Cordones, si è infatti pronunciato a favore del referendum indetto dall’opposizione per revocare il mandato di Maduro. Opposizione che denuncia il blocco di ogni iniziativa parlamentare. Tutto questo mentre la stragrande maggioranza della popolazione vive condizionata da altre emergenze: lunghe code per cercare di procurarsi olio, farina o latte, medicine o cure pediatriche diventate introvabili, blackout elettrici quotidiani e violenza criminale dilagante. I primi segni di rivolta sociale, rilevano gli analisti, sono già visibili — saccheggi di supermercati, violenze diffuse, proteste a suon di pentole (le famose caceroleadas) — e tutto sembra presupporre che la situazione economica peggiorerà, e con essa il malcontento popolare.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

18 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE