Avviso

Questo sito utilizza cookies...
I cookies sono piccoli file di testo che aiuto a migliorare la sua esperienza di navigazione nel nostro sito. Navigando in ogni parte di questo sito lei autorizza l'utilizzo dei cookies. Maggiori informazioni sulla policy dei cookies visualizzando le Condizioni di utilizzo.

Tensione nella Nigeria al voto

· ​Esplosioni e spari stamattina a Maiduguri ·

Una donna al voto nella città di Yola (Reuters)

Una serie di esplosioni sono state udite questa mattina a Maiduguri, nel nord-est della Nigeria, città a più riprese teatro di violenti attacchi del gruppo Boko Haram, poche ore prima dell’apertura del voto per le elezioni presidenziali e legislative. «I terroristi di Boko Haram hanno tentato di far irruzione nella città, ma sono stati respinti», ha dichiarato all’agenzia France Presse un combattente delle milizie che difendono la città in sostegno delle forze regolari dell’esercito. Un’altra fonte parla di un soldato ucciso e altri 20 feriti. Il responsabile della polizia locale, Damian Chukwu ha insistito che «i tiri non erano diretti contro i civili, ma si trattava semplicemente di misure di prevenzione». 

Dopo il rinvio di sabato scorso, comunicato dalla commissione elettorale appena cinque ore prima dell’apertura dei seggi, decine di milioni di nigeriani si recano oggi nei rispettivi seggi elettorali per scegliere il presidente della Nigeria e rinnovare il parlamento. Si ricandida l’attuale presidente Muhammadu Buhari, ex generale di 73 anni. Il suo rivale più importante è Atiku Abubakar, 71 anni, vicepresidente del governo precedente a quello di Buhari. Il dispiegamento delle forze di sicurezza presso i seggi è ingente, nella speranza che non si verifichino troppi incidenti e che l’affluenza raggiunga un livello soddisfacente.
Ma già ieri sera il gruppo Boko Haram ha attaccato il villaggio di Zabarmari, distante una decina di chilometri da Maiduguri, costringendo gli abitanti alla fuga. Lo stato di Borno è un bastione elettorale importante per il presidente uscente Muhammadu Buhari, eletto nel 2015 con la promessa di porre fine all’insurrezione jihadista.

EDIZIONE STAMPATA

 

IN DIRETTA

Piazza S. Pietro

16 ottobre 2019

NOTIZIE CORRELATE