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Tensione nel Mediterraneo

· Nuove violenze ad Aleppo mentre le navi russe incrociano i mezzi della Nato ·

Sempre più alta la tensione in Siria. Vittime e feriti sono segnalati anche oggi in diversi raid su Aleppo e in diverse altre parti del paese. Questo mentre nel Mediterraneo si respira un clima da guerra fredda, con le navi russe che incrociano i mezzi della Nato. 

Il cacciatorpediniere russo Vice-Admiral Kulakov nel Mediterraneo (Ap)

Il ministero della difesa di Mosca ha comunicato ieri che la flotta russa nel Mediterraneo ha costretto un sottomarino olandese classe Walrus a lasciare la zona in cui si trovava. Il portavoce del ministero, Igor Konashenkov, ha dichiarato: «Le manovre maldestre del sottomarino avrebbero potuto provocare incidenti gravi». Inoltre, ha aggiunto, «le unità della marina hanno regolarmente individuato sottomarini della Nato lungo tutto il loro percorso verso il Mediterraneo». Dai primi di novembre sono state registrate «le attività del sommergibile atomico Virginia», che avrebbe cercato di «sorvegliare le navi russe» dirette verso la costa siriana. Non è infatti un mistero che, come hanno confermato sempre fonti del ministero della difesa di Mosca, le navi russe stiano preparando un attacco su vasta scala sulle zone di Aleppo controllate dai ribelli e da gruppi jihadisti. In particolare, i russi sarebbero intenzionati a lanciare un’escalation per colpire le fazioni più estremiste come gli ex qaedisti di Jabhat Fateh Al Sham (ex Fronte Al Nusra). L’attacco potrebbe scattare nelle prossime 24 ore. Intanto, come detto, le violenze continuano su tutto il territorio siriano. Diverse fonti parlano di nuovi raid nell’area del villaggio di Al Heisha, controllato da miliziani del cosiddetto stato islamico (Is). Il villaggio è stato attaccato da forze curde e arabe sostenute dalla coalizione internazionale a guida statunitense. Si tratta di un avamposto di essenziale importanza strategica nell’avanzata verso Raqqa, città considerata una delle maggiori roccaforti dell’Is in Siria. La tensione è alta anche al confine con Israele, nell’area contesa delle alture del Golan. Le forze israeliane hanno aperto il fuoco ieri, per rappresaglia, contro una postazione dell’artiglieria governativa siriana.

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16 settembre 2019

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