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Tensione in Cisgiordania

· Dopo gli scontri sulla Spianata delle moschee ·

Resta alta la tensione a Gerusalemme e in tutta la Cisgiordania dopo i recenti scontri sulla Spianata delle moschee. Le forze di sicurezza israeliane hanno fatto sgomberare ieri duecentocinquanta coloni e arrestato altre cinquanta persone che avevano occupato alcune zone ed edifici palestinesi in Cisgiordania, a Sa Nur e Beit El, dieci anni dopo il ritiro di Israele da questi territori.

Scontri tra coloni e polizia israeliana (Epa)

In seguito agli scontri con la polizia, i coloni hanno accusato le forze di sicurezza di aver lanciato gas lacrimogeni all’interno degli edifici. L’area è stata classificata come zona militare e la polizia di frontiera israeliana ha occupato gli edifici.

Le nuove tensioni arrivano in un momento molto difficile nel dialogo tra israeliani e palestinesi. Secondo gli analisti, con la guerra dell’Is alle porte, in Iraq e Siria, e con i recenti attacchi jihadisti nel Sinai, appare difficile che a breve possano partire nuovi negoziati diretti. E allo stallo diplomatico, che dura da oltre due anni, si aggiungono appunto le violenze: domenica scorsa la polizia israeliana è entrata nella moschea Al Aqsa in seguito a duri scontri con giovani palestinesi che hanno attaccato gli agenti con sassi e molotov. A scatenare la rabbia dei palestinesi, l’ingresso nella Spianata delle moschee di un gruppo di ebrei ultraortodossi e di un ministro molto legato al movimento dei coloni.    

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20 aprile 2019

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