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Tensione a Bangui

· Spari nel quartiere musulmano ·

Colpi di arma da fuoco di origine sconosciuta sono stati sentiti domenica sera nel quartiere musulmano di Bangui, il cosiddetto Pk5. Gli spari hanno provocato almeno quattro feriti, secondo quanto dichiarato all’agenzia di stampa Afp da testimoni oculari e da alcuni volontari appartenenti a Medici senza frontiere (Msf). Diversi colpi erano stati esplosi anche nel pomeriggio di sabato, senza provocare vittime.

Altre esplosioni si sono registrate nei quartieri vicini come Yakité, Castors e Sara. Molti residenti sono fuggiti dalle loro abitazioni nel tentativo di trovare rifugio in case di amici e familiari situate in altre zone della città. In particolare, nel sobborgo di Castors uomini armati provenienti dal Pk5 hanno attaccato due chiese cristiane, una cattolica e una protestante, come rappresaglia per la distruzione di una moschea nei giorni scorsi. Le forze di sicurezza hanno respinto i miliziani; ma la tensione rimane alta a Bangui dove da martedì 24 persone sono morte e oltre 170 sono rimate ferite.

Gli episodi di violenza si sono innescati dopo l’arresto di un membro della milizia del Pk5. Il primo maggio un gruppo di uomini armati ha attaccato con delle granate la chiesa di Notre-Dame de Fátima, dove erano riuniti centinaia di fedeli. Sedici persone sono morte. Tra queste figura un sacerdote, padre Albert Toungoumalé-Baba. Oltre sessanta i feriti.

La chiesa di Notre-Dame de Fátima, nella capitale centrafricana, era già stata attaccata nel maggio del 2014. L’edificio di culto si trova molto vicino al quartiere Pk5. Negli stessi giorni in diverse zone sono state attaccate anche molte strutture ospedaliere.

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