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Tensione all’Onu
sulla tregua ad Aleppo

· Mosca minaccia di bloccare la nuova risoluzione ·

Attesa per il voto in programma oggi al Consiglio di sicurezza dell’Onu sulla tregua in Siria. Mosca ha proposto a sorpresa un nuovo testo in contrapposizione a quello francese. Nella bozza russa — sottolinea la stampa — si chiede l’immediata attuazione dell’accordo tra Washington e Mosca sul cessate il fuoco, in particolare ad Aleppo. Tuttavia, il testo non fa alcun riferimento a uno stop ai bombardamenti sulla città, come invece chiede l’altra risoluzione.

Il braccio di ferro sta andando avanti da alcuni giorni. «La Russia è disposta a lavorare in modo costruttivo con la Francia, ma non accetta ultimatum» ha dichiarato la portavoce del ministero degli esteri Maria Zakharova. Mosca ha minacciato di porre il veto sulla bozza, affermando che le operazioni in Siria sono mirate esclusivamente alla lotta contro i terroristi.

Diversa la versione di Washington, che invece accusa i russi e i loro alleati siriani di crimini di guerra. Il segretario di stato americano, John Kerry, ha infatti definito «una strategia mirata» il bombardamento di ospedali e civili. «Giudizi inaccettabili» ha subito ribattuto Mosca per bocca del viceministro degli esteri Sergei Riabko.

I numeri parlano chiaro: negli ultimi dieci giorni ad Aleppo ci sono stati almeno 376 morti, di cui 120 bambini. Altri 1266 civili sono rimasti feriti, alcuni anche gravemente. Almeno 300.000 civili sono ancora intrappolati dai combattimenti nella parte orientale della città. Cifre terribili, che l’inviato dell’Onu in Siria Staffan de Mistura ha reso note ieri, intervenendo in videoconferenza durante una riunione del Consiglio di sicurezza. De Mistura ha parlato senza mezzi termini di Aleppo come di «un’altra Srebrenica» o di «un altro Rwanda».

Il nuovo round di questo confronto si terrà, come detto, nelle prossime ore, sempre al Consiglio di sicurezza. L’inviato francese all’Onu, François Delattre, ha precisato che la bozza in discussione, in cui si chiede l’immediata cessazione delle ostilità e l’apertura di corridoi umanitari e la fine a tutti i raid aerei e combattimenti su Aleppo, «non è ancora definita». Delattre ha denunciato «l’emergenza assoluta in cui si trova la città». Dopo una settimana di intensi negoziati, «siamo vicini al momento della verità», ha detto, definendo a sua volta Aleppo «come la nuova Guernica».

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