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Tempo supplementare

· ​Prorogati di ventiquattr’ore i lavori della Conferenza mondiale sul clima ma l’accordo sembra vicino ·

Intesa tra tutti i Paesi africani per puntare sull’energia prodotta da fonti rinnovabili

Parigi, 11. Slitta a domani all’ora di pranzo la chiusura della Conferenza mondiale a Parigi sui cambiamenti climatici (Cop 21), originariamente prevista per questo pomeriggio. 

Una sala riunioni a Le  Bourget (Reuters)

Un accordo sembra comunque vicino, secondo quanto dichiarato dal ministro degli Esteri francese, Laurent Fabius, che presiede i lavori della conferenza. «Preferiamo darci il tempo di consultare le delegazioni per tutta la giornata di oggi, per ottenere un testo che sarà presentato sabato mattina presto per votarlo poi a metà giornata», ha spiegato Fabius. In ogni caso, sembrano essere già cadute molte delle “parentesi quadre” (le parti nelle quali non c’è ancora consenso) contenute nelle precedenti bozze presentate. Gli ostacoli, soprattutto in materia di controlli e di finanziamenti, comunque permangono. Ma diversi analisti vedono un segnale di svolta nella telefonata tra il presidente cinese, Xi Jinping, e quello statunitense, Barack Obama, della quale è stata data notizia nelle prime ore di oggi. Nel più generale contesto dei lavori della conferenza, aperta lo scorso 29 novembre, c’è stata un’iniziativa tutta africana per moltiplicare la capacità di produrre energia a partire da fonti rinnovabili. L’hanno sottoscritta tutti i Paesi del continente. L’obiettivo è produrre grazie a fonti non inquinanti fino a dieci giga watt di energia entro il 2020 e addirittura trecento giga entro il 2030. 

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