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Riconciliarsi
con la propria storia

· All’udienza generale il Papa parla del riposo ·

Nella «società odierna assetata di divertimenti e vacanze» il riposo per i cristiani serve a «fare pace con la vita» e a «riconciliarsi con la propria storia». Lo ha sottolineato il Papa all’udienza generale di mercoledì 5 settembre, proseguendo il ciclo di catechesi dedicate al Decalogo.

Lia van Elffenbrinck, «Andando a messa»

Commentando in piazza San Pietro il brano biblico tratto dal Libro dell’Esodo (20, 8-11) che rimanda al dovere di santificare le feste, il Pontefice ha offerto una riflessione molto attuale che denuncia l’industria assai fiorente della distrazione e la pubblicità che disegna «il mondo ideale come un grande parco giochi dove tutti si divertono». Del resto, ha fatto notare, «il concetto di vita oggi dominante non ha il baricentro nell’attività e nell’impegno ma nell’evasione». Eppure, «questa mentalità fa scivolare verso l’insoddisfazione di un’esistenza anestetizzata dal divertimento che non è riposo, ma alienazione e fuga dalla realtà». Al punto che sebbene l’uomo non si sia «mai riposato tanto come oggi», è altrettanto vero che «non ha mai sperimentato tanto vuoto come oggi. Le possibilità di divertirsi, di andare fuori, le crociere, i viaggi, tante cose non ti danno la pienezza del cuore» ha spiegato il Papa e nemmeno «ti danno il riposo».

Al contrario, il riposo dev’essere «il momento della contemplazione, della lode, non dell’evasione». Dunque «per noi cristiani, la domenica, non è il giorno per cancellare gli altri giorni ma per ricordarli, benedirli e fare pace con la vita. Quanta gente — ha osservato Francesco — che ha tanta possibilità di divertirsi, e non vive in pace con la vita! La domenica è la giornata per fare pace con la vita, dicendo: la vita è preziosa; non è facile, a volte è dolorosa, ma è preziosa». Da qui l’esortazione a «riconciliarsi con la propria storia, con i fatti che non si accettano, con le parti difficili della propria esistenza», poiché «la vera pace non è cambiare la propria storia ma accoglierla, valorizzarla, così com’è andata».

Prima dell’udienza il Pontefice aveva salutato in un’auletta dell’Aula Paolo vi una delegazione dei motociclisti che prendono parte al prossimo gran premio di San Marino e della Riviera di Rimini

L’udienza generale 

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15 novembre 2019

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