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Tempo di speranza per l’Italia

· Dalla Conferenza episcopale un messaggio al Paese ·

Dare «speranza» e far sentire l’«attenzione» e l’«affetto» dei vescovi a quanti sono in difficoltà — specialmente anziani, pensionati, disoccupati, giovani — in un momento così «particolarmente complesso e carico di sfide umane, culturali, sociali e religiose».

È questo il senso del messaggio al Paese che i presuli italiani hanno diffuso al termine dell’assemblea generale riunita a Roma dal 19 al 22 maggio scorsi. Il documento è stato presentato, insieme al comunicato finale dei lavori, dal cardinale presidente della Conferenza episcopale italiana (Cei), Angelo Bagnasco, che questa mattina, venerdì, ha incontrato i giornalisti.

Nel messaggio si sottolinea come, «invitati dalle stimolanti parole del Santo Padre», il cui intervento, come è noto, ha aperto l’assemblea della Cei, i vescovi hanno avvertito «l’urgenza di entrare nei “luoghi”» — famiglia, mondo del lavoro e migranti — «dove più forte è la sofferenza e il disagio della gente». Primo tra tutti, appunto, la famiglia, «fortemente penalizzata da una cultura che privilegia i diritti individuali e trasmette una logica del provvisorio».

Altra grande preoccupazione che i vescovi avvertono «con sofferenza e speranza» è quella che il Papa ha chiamato «l'affollata sala d’attesa di disoccupati, cassaintegrati, precari dove il dramma di chi non sa come portare a casa il pane s’incontra con quello di chi non sa come mandare avanti l’azienda». Di qui, l’invito «alla solidarietà, alla fiducia e al coraggio di non cedere alle difficoltà e a cercare insieme nuove vie di sviluppo sociale con un’attenzione privilegiata ai giovani». A tal fine i presuli invitano le istituzioni a porre il lavoro come una «priorità» su cui concentrare l’impegno di tutti.

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23 novembre 2019

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