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Tempo di speranza
per l’Europa

· Conclusa la plenaria del Ccee ·

«Riscopri le tue radici, Europa!»: con questa esortazione i presidenti del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) hanno concluso, domenica scorsa, i lavori dell’assemblea plenaria, sul tema: “Europa, tempo di risveglio? I segni della Speranza”, svoltasi in Spagna, a Santiago de Compostela.

«Dalla tomba dell’apostolo Giacomo, meta di numerosi pellegrini provenienti da ogni parte del nostro continente — hanno scritto i vescovi nel loro messaggio conclusivo — rinnoviamo la nostra professione di fede sul fondamento degli apostoli. In questi giorni, abbiamo avuto la gioia di vedere tanti giovani, e meno giovani, raggiungere a piedi Santiago, arrivando davanti alla Porta della Gloria. Consapevoli dei nostri limiti e delle tante debolezze che causano sofferenza a tutta la Chiesa, anche noi siamo entrati nella cattedrale per depositare, nel rito dell’abbraccio, le nostre afflizioni e suppliche sulle spalle dell’apostolo, per chiedere perdono dei nostri errori e impegnarci con speranza e fiducia per il futuro».

Durante i lavori, i presuli si sono soffermati sulle domande esistenziali che si trovano nel profondo del cuore umano e che non scompaiono mai, anche se oscurate da preoccupazioni materiali. «Ogni uomo, infatti, nutre il desiderio segreto di incontrare qualcuno che aiuti la sua coscienza a risvegliarsi, a risvegliare le questioni decisive dell’esistenza, del futuro oltre la morte, del male che ferisce l’umano e che distrugge la vita e il cosmo. Ecco perché, come sentinelle del mattino, vigili e pronte per indicare il nuovo giorno — si legge nel comunicato — vogliamo dare un messaggio di speranza all’Europa in affanno e diciamo con forza: Svegliati, Europa! Nelle diverse storie e tradizioni, nelle sfide vecchie e nuove, ci sono elementi di speranza: tra questi, i santi e i martiri dei nostri Paesi, fiaccole ardenti che incoraggiano il presente e annunciano il futuro. Essi brillano come stelle nel cielo».

Di qui, l’appello all’Europa affinché, nel riscoprire le sue radici, contempli, allo stesso tempo, «i numerosi esempi di speranza, a cominciare dai nostri santi patroni: Benedetto da Norcia, Cirillo e Metodio, Brigida di Svezia, Caterina da Siena, Teresa Benedetta della Croce, segno di un’Europa unita nella diversità. Riscopra la testimonianza di grandi figure europee più vicine a noi, come madre Giuseppina Vannini, Margarita Bays, il cardinale John Henry Newman che domenica 13 ottobre saranno proclamati santi dalla Chiesa e gli innumerevoli esempi di santità presenti lungo le strade del nostro tempo e che, spesso, incontriamo nel nostro quotidiano». Al riguardo, il cardinale Vincent Gerard Nichols, arcivescovo di Westminster e vicepresidente del Ccee, ha ricordato che «l’Europa ha sempre avuto una caratteristica, quella di essere stata oggetto di periodi di oppressione causati dalle dittature e questo tempo di oscurità ha dato una ricchezza di santità espressa nel martirio. La santità è anche la capacità di generare comunità, percorrendo strade che conducono alla riconciliazione». Infine, il porporato ha parlato del contributo che danno le famiglie con molti figli, «spesso sono agenti di santità autentica fondata su una vita vissuta non per gratificazione personale, ma nella generosità di donarsi pienamente agli altri».

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11 dicembre 2019

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