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Temer evita l’impeachment

· L’opposizione raccoglie solo 227 voti su 513 ·

La camera dei deputati del Brasile ha respinto l’istanza che avrebbe consentito al tribunale supremo di processare il presidente Michel Temer per corruzione. La proposta è stata respinta da 263 deputati. L’opposizione, che era a favore dell’impeachment, non è riuscita a raggiungere maggioranza qualificata richiesta di due terzi dei votanti, 342 dei 513 seggi. Ha infatti raccolto solo 227 voti su 513.

I giudici non potranno quindi esaminare il caso e Temer riemerge rafforzato dalla prova, con la possibilità di riprendere a pieno il suo programma di riforme, con il quale conta di recuperare la fiducia dei mercati in un momento in cui il paese esce da due anni di recessione, con 13,5 milioni di disoccupati. Dopo aver bloccato il tetto di spese per 20 anni e reso più flessibile la legislazione in materia di occupazione, la maggiore sfida del governo brasiliano resta la riforma del sistema pensionistico, che richiede una maggioranza qualificata di tre quinti degli aventi diritto di voto alla camera e al senato. Gli osservatori fanno notare come il controllo del congresso da parte di Temer sia in controtendenza rispetto alla sua popolarità, che è scesa ad appena il 5 per cento, la più bassa dal ritorno della democrazia nel paese nel 1985. Secondo gli esperti oltre l’80 per cento dei brasiliani avrebbe preferito che il presidente venisse processato, ma le piazze non si sono mobilitate a differenza di quanto era successo nel caso dell’impeachment dell’ex presidente Dilma Rousseff.

Il presidente in carica è formalmente accusato dalla procura generale di corruzione passiva sulla base delle denunce fatte dall’imprenditore Joesley Batista nella grande inchiesta Lava Jato. Secondo il pubblico ministero, Temer avrebbe ricevuto tangenti per una somma vicina ai 38 milioni di real brasiliani, pari a circa 11,5 milioni di dollari. A operare la corruzione sarebbe stata la Jbs, la più grande industria della carne del paese sudamericano. Il presidente ha sempre rigettato le accuse, definendole «una fiction».

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16 settembre 2019

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