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Ignorati i migranti che muoiono
nel deserto

· L’arcivescovo di Tangeri auspica un’Europa più accogliente ·

Tangeri, 28. La società europea ha urgente bisogno di avere una maggiore «consapevolezza» circa l’impatto della questione dei rifugiati; mantenere le persone «al di fuori dei confini» non può essere una soluzione: è quanto ha affermato monsignor Santiago Agrelo Martínez, arcivescovo di Tangeri, commentando l’attuale emergenza che il Marocco sta vivendo in tema di emigrazione.

Riferendosi, in modo specifico, alle difficoltà dei migranti nell’attraversare la regione subsahariana, il presule ha sottolineato che «nel deserto molte persone muoiono e nessuno ne parla. L’Europa sa cosa sta succedendo, ma non ne sembra affatto colpita». Sottolineando come la disperazione segni la vita di molti migranti e rifugiati, monsignor Agrelo Martínez ha evidenziato i tanti problemi che essi devono affrontare nei paesi di accoglienza, come l’accesso all’alloggio e al cibo. «Sono ostacoli che la maggior parte degli europei non immagina perché non li vive. Tutti abbiamo il diritto di cercare, nel mondo, un posto che ci sembra migliore. Si tratta — ha continuato l’arcivescovo di Tangeri — di un diritto riconosciuto da tutte le nazioni che hanno firmato la Carta dei diritti fondamentali, tra i quali c’è il diritto di emigrare e il diritto all’incolumità fisica, costantemente violati». L’arcivescovo di Tangeri ha spiegato che uno dei primi passi per affrontare la crisi dei rifugiati è quello di vincere la battaglia dell’informazione, affinché quest’ultima non sia mai parziale, ma possa aiutare davvero i migranti a risolvere le loro difficoltà.

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