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Tanta Africa
in piazza San Pietro

Aboubakar Soumahoro ha 39 anni: è un italiano nato in Costa d’Avorio che a Napoli ha fatto il bracciante e il muratore “malpagato” ma si è laureato in sociologia e si è ritrovato a fare il sindacalista per caso, quindi davvero “per vocazione”. A Francesco ha presentato la moglie Liliane Murekatete — sono in attesa del primo figlio — e il suo libro Umanità in rivolta. La nostra lotta per il lavoro e il diritto alla felicità. Con lui anche il direttore del settimanale «L’Espresso», Marco Damilano. «Vivere la giornata del primo maggio con il Papa ha un significato molto speciale — afferma Soumahoro — ed è anche un’opportunità per rilanciare l’urgenza di un nuovo paradigma economico, tante volte proposto proprio da Francesco, che metta al centro la persona umana e ponga un freno all’impoverimento delle coscienze». Un primo maggio, insomma, «da vivere con una particolare attenzione alle donne e agli uomini che non riescono a far fronte ai bisogni primari delle loro famiglie». Aboubakar difende i diritti dei lavoratori, girando incessantemente l’Italia. Consapevole di «cosa significa essere privati di un diritto», Soumahoro insiste perché tutti lottino per conquistarlo,

Martedì mattina ha partecipato alla messa celebrata dal Papa a Santa Marta e mercoledì mattina ha voluto essere in mezzo alla gente in piazza San Pietro, con il marito e i suoi due figli. Mary Keitany è la numero uno al mondo nella maratona: kenyana, ha vinto quattro volte sulle mitiche strade di New York e tre volte su quelle di Londra. Record da capogiro. Ma le sue vittorie non si fermano qui: il successo più grande è sicuramente l’impegno tenace, “da maratoneta” appunto, per ridare dignità e speranza alla gente delle zone più povere del suo Kenya costruendo scuole e chiese che siano «punti di riferimento e di educazione per uno sviluppo integrale soprattutto dei bambini».

«Ho voluto incontrare il Papa con la mia famiglia perché la mia fede è anche la mia vita di donna, di mamma, di atleta» confida la campionessa. Già, la famiglia: per costruirla con il marito Charles Koech, anche lui forte mezzofondista, Mary Keitany non ha esitato a rinunciare a Olimpiadi e Mondiali per essere mamma nel pieno dell’attività agonistica. E così sono nati Jared, che tra poco compie 11 anni, e Samantha che di anni ne ha appena 6. E ora la Keitany è pronta a vincere altre grandi maratone ma soprattutto a realizzare nuovi progetti anche in collaborazione con Athletica Vaticana, la rappresentativa podistica della Santa Sede nata anche per rilanciare solidarietà e spiritualità nel mondo sportivo.

A parlare di Africa a Francesco erano presenti all’udienza anche Sérapgine Ndikumana, responsabile generale dell’istituto secolare burundese Militantes de la Sainte Vierge, e Jean Paul Betegne, direttore del dipartimento canonico dell’Università cattolica dell’Africa centrale che ha sede a Yaoundé in Camerun, insieme con ventotto persone, tra docenti e studenti. Accanto a loro, ottanta componenti del Mouvement international d’apostolat des enfants (Midade), provenienti soprattutto dal continente africano, in questi giorni a Roma per partecipare a un incontro internazionale. Oggi il Midade raggiunge circa due milioni di bambini ed è presente in 53 paesi. Fondato nel 1966, ha però origine trent’anni prima in Francia ed è stato riconosciuto dalla Santa Sede nel 1973. «È un movimento di evangelizzazione e di educazione popolare — spiegano i responsabili — che opera per la crescita umana e cristiana dei bambini e per prepararli all’impegno apostolico». In sostanza, «il movimento accoglie bambini di tutte le razze, culture e religioni, offrendo loro un’educazione personale e comunitaria che predilige il gioco come primo luogo di apprendimento».

Per celebrare i cento anni di attività dell’Organizzazione cristiano-sociale ticinese, il sindacato più rappresentativo del Cantone, duecento lavoratori sono venuti a Roma per rilanciare, con il Pontefice, il loro impegno di servizio sociale. Mentre le questioni pratiche del lavoro, con l’impegno alla formazione professionale per combattere crisi e disoccupazioni, sono state presentate a Francesco dall’azienda marittima croata Ssm United, fondata a Spalato nel 1994. Un impegno, «in spirito cristiano», che si traduce anche in iniziative solidali concrete attraverso l’associazione San Nicola che si prende cura, in particolare, dei marinai anziani, poveri e malati.

Con un abbraccio il Papa ha accolto anche cinquanta rappresentanti della comunità cattolica dei Hmong, originaria del Laos, residente oggi in Francia. E guardando sempre verso l’Asia, significativo, inoltre, l’incontro del Pontefice con una delegazione buddista del Rissho Kosei-kai, proveniente da Tokyo, e guidata da Yoshie Nish e da Kayo Ito.

Per il centenario dell’incoronazione della statua della Madonna del santuario di Altino, nella diocesi di Bergamo, nella parrocchia di Vall’Alta, il Papa ha acceso una fiaccola durante l’udienza e ora una staffetta — spiega il parroco don Daniele Belotti — la porterà davanti all’immagine mariana. Mentre nella ricorrenza esatta del quarantesimo anniversario dell’erezione della parrocchia romana di San Carlo da Sezze sono venuti in duecento per far benedire a Francesco la statua del loro santo patrono, modellata ex novo per l’occasione. «La nostra comunità sta dando vita a numerose iniziative per incentivare la comunione e la riconciliazione — spiega il parroco don Simone Giovannella — e per ripartire con nuovo slancio missionario verso la gente di Acilia». Un incoraggiamento, inoltre, il Papa ha rivolto ai giovani sacerdoti spagnoli, ordinati negli ultimi cinque anni nella diocesi di Cartagena, venuti in pellegrinaggio a Roma proprio «per un accompagnamento nella loro formazione permanente». Accompagnati dal vescovo, monsignor José Manuel Lorca Palmes, hanno incontrato anche il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il clero.

Infine, il Padre Nostro in lingua bielorussa è stato davvero di forte impatto in piazza San Pietro: lo hanno cantato davanti al Papa i bambini e ragazzi del coro Krynichka di Minsk, prestigiosa istituzione sostenuta dal ministero della cultura come biglietto da visita delle tradizioni e delle radici del popolo dell’Europa orientale.

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15 ottobre 2019

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