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Tacciono le armi a Gaza

· Dopo cinquanta giorni di guerra Israele e Hamas firmano una tregua duratura ·

La riapertura del valico di Rafah permetterà l’ingresso di aiuti umanitari

Tregua a Gaza: l’accordo è stato raggiunto ieri tra israeliani e palestinesi, ponendo così fine a un conflitto durato sette settimane e che ha causato quasi tremila vittime. Israele ha fatto alcune concessioni ad Hamas per un alleggerimento dell’embargo sulla Striscia, ma la discussione dei punti salienti è stata rinviata di un mese.

L’annuncio dell’accordo, inizialmente dato da Hamas, è stato confermato dall’Egitto. La tregua è iniziata ieri alle ore 18, al termine di una giornata di scontri, lanci di razzi e raid israeliani. Hamas ha immediatamente definito l’accordo «una vittoria della resistenza palestinese» e ha annunciato che sarà riaperto il valico di Rafah per consentire il passaggio di aiuti umanitari.

Una famiglia palestinese lascia una scuola dell’Onu per fare ritorno nella propria casa (Reuters)

A Ramallah, in Cisgiordania, il presidente palestinese, Mahmoud Abbas, leader di Al Fatah, in un discorso televisivo ha dichiarato: «La leadership palestinese ha dato il suo accordo alla proposta egiziana per una tregua duratura e totale». L’entrata in vigore del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza «deve essere accompagnata dall’invio di medicinali e cibo agli abitanti del territorio palestinese e dall’inizio della ricostruzione di tutto ciò che è stato distrutto». Abbas — dicono numerosi analisti — è stato uno dei protagonisti dell’accordo e vorrebbe adesso utilizzare un tale risultato per rafforzare il suo ruolo in vista della soluzione dei due Stati. «Presenterò — ha infatti dichiarato — alla leadership palestinese la mia visione per un accordo generale e definitivo per la fine del conflitto».

In Israele il Governo è stato criticato per aver accettato quello che molti hanno definito «una resa al terrorismo». Il premier Netanyahu ha tuttavia ribadito la linea della fermezza finora seguita dal suo Governo: prima di qualsiasi trattativa è necessaria la smilitarizzazione completa della Striscia di Gaza nonché il riconoscimento di Israele quale Stato ebraico. Senza queste due condizioni, saranno possibili soltanto concessioni limitate.

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18 settembre 2019

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