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Tabla e djembè
per Francesco

· Una cantata ispirata al santo di Assisi ·

«Nel comporre ho cercato di evocare alcune delle meravigliose, chiare istanze della poetica di san Francesco: complessità nella semplicità» spiega Cinzia Gangarella parlando della sua ultima creazione, la cantata Cum grande humilitate che sarà eseguita il prossimo 14 luglio alle 21 nel duomo di Milano, preceduta da una lectio magistralis di Philippe Daverio sull’iconografia del Poverello di Assisi.

La compositrice Cinzia Gangarella

Per questo — continua la compositrice — l’organico strumentale è composto solo da pianoforte e percussioni, intese però nel loro essere apice del potenziale armonico e ritmico; la parte vocale è affidata a una sola voce, interprete di una melodia scarna che faccia capire bene la potenza delle parole di Francesco, affiancata dalla indispensabile voce delle creature che ho affidato a un coro, avvalendomi della collaborazione del maestro Fabrizio Bastianini. Grande umiltà: ripercorrendo l’etimologia vediamo che umiltà viene da humus, fa pensare a un atteggiamento concreto e fecondo e con questa intenzione il finale della cantata prepara il terreno affinché l’estatica laude possa risuonare in tutta la sua mistica dolcezza».

Si tratta di un omaggio alla Laudato si’ — e al santo che dell’enciclica è il principale ispiratore, visto che il testo è proprio il Cantico delle creature di Francesco — ma anche a Karol Wojtyła, spiega la solista Ottavia Fusco, «per me fonte di grande forza. Mi sono resa conto di coltivare un legame affettivo e spirituale molto intenso con Giovanni Paolo ii, tra l’altro ideatore degli incontri ecumenici di Assisi, per circostanze personali per me molto significative. Inoltre sono sempre stata affascinata dal dialogo interreligioso e dall’universalità del messaggio che san Francesco esprime nel suo Cantico».

L’idea portante della composizione è che l’ultimo verso, cum grande humilitate, venga tradotto e intonato in dieci lingue tra le più parlate al mondo: cinese, spagnolo, inglese, arabo, hindi, francese, russo, ebraico, portoghese, italiano. Una sfida non facile dal punto di vista tecnico. «La difficoltà c’è stata — conferma la cantante — soprattutto nel far quadrare musicalmente la pronuncia delle parole. Poi, dopo le difficoltà, la grande soddisfazione di esserci riuscita e di avere acquisito quasi familiarità con lingue così lontane fra loro dal punto di vista fonetico».

Nella musica c’è una linea melodica che si è adattata molto bene alla varietà di suoni e cadenze, «invece — precisa la compositrice — il legame con l’universalità dell’intuizione di san Francesco mi ha spinto a coinvolgere percussioni da tutto il mondo: timpani europei, djembè africano, darabuka araba, tabla indiane, campana tibetana e il bastone della pioggia, idiofono di origine sudamericana. Trovo importante che le voci autorevoli della Terra lavorino concretamente per una comunione tra i popoli, riscrivendo forse l’alfabeto della convivenza nel rispetto e valorizzazione delle reciproche diversità e ricchezze». Il concerto vedrà l’esecuzione della cantata a cura della Camerata Polifonica viterbese Zeno Scipioni e dell’Ensemble vocale Il Contrappunto diretti da Fabrizio Bastianini.

L’abito della solista è stato disegnato da Milena Canonero, la fuoriclasse della sartoria scenica italiana che ha curato i costumi di film come Barry Lyndon di Stanley Kubrick, Momenti di gloria di Hugh Hudson, Marie Antoinette di Sofia Coppola e del più recente ma altrettanto visivamente ricco Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.

«Del resto, quattro Oscar non arrivano per caso. Milena Canonero — chiosa Ottavia Fusco — è riuscita a coniugare l’eleganza adeguata alla solennità del luogo con la semplicità francescana che il progetto richiede». I sogni è meglio che restino nel cassetto il meno possibile, conclude la Fusco. E aggiunge: «In autunno avrò in cantiere un progetto video su Valentina Tereshkova, la prima donna nello spazio, con musiche originali di Franco Battiato. Del resto, da bambina, volevo diventare o astronauta o attrice». (silvia guidi)

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