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Svolta radicale

· Sanità, ambiente e immigrazione i punti chiave dell’agenda interna del tycoon ·

Svolta radicale: è questa l’espressione usata più volte da Donald Trump per definire le decisioni che prenderà da presidente degli Stati Uniti in tema di politica interna. Tante le questioni sollevate: dalla riforma sanitaria a quella di Wall Street, dalla politica industriale alle grandi infrastrutture nazionali. Dopo le parole, dal 20 gennaio il nuovo capo della Casa Bianca passerà ai fatti. 

A differenza di Obama, Trump è un presidente forte della maggioranza del suo partito al Congresso, ma è anche vero che il confronto per le presidenziali ha portato divisioni nel paese non solo tra repubblicani e democratici ma anche all’interno del Grand Old Party. La riforma sanitaria viene vista comunque come un singolo aspetto della questione sociale più vasta, segnata da una crisi che risulta superata negli indici economici, ma è ancora viva sulla pelle della gente, soprattutto della classe media. Il tasso di disoccupazione resta del 5 per cento in un paese abituato a livelli vicini allo zero. La promessa di Trump è stata precisa: migliorare la vita di tutti coloro che si sono sentiti danneggiati dalla globalizzazione. Un altro capitolo importante è l’ambiente. In campagna elettorale Trump si è distinto per il pesante ridimensionamento delle politiche per arginare i cambiamenti climatici e ha fatto alcune proposte concrete in tema di energia. C’è poi il nodo dell’immigrazione. Molti suoi elettori hanno votato convinti che gli stranieri mettano in pericolo il loro standard di vita e, dunque, si aspettano l’annunciata espulsione di tre milioni di clandestini e la costruzione del muro per bloccare gli ingressi irregolari dal Messico. Ma tutto ciò dovrebbe reggere alla prova dei fatti.

di Fausta Speranza

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14 novembre 2019

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