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Svolta militare in Egitto

· Deposto Mohammed Mursi il giudice della Corte costituzionale Adly Mansour giura come presidente ad interim ·

Onu, Stati Uniti ed Europa auspicano che il potere torni a un Governo civile democraticamente eletto

Il presidente della Corte costituzionale egiziana, il giudice Adly Mansour, è diventato il presidente ad interim dell’Egitto. Designato dai militari, il neo presidente ha giurato «di preservare il sistema repubblicano, di rispettare la legge e salvaguardare gli interessi del popolo». Al quotidiano «Al Ahram» Adly Mansour ha detto che «i Fratelli musulmani sono parte della nazione» invitandoli a «condividere la costruzione» del Paese. L’esercito egiziano — che ieri ha preso il potere — ha confermato oggi l’arresto del presidente democraticamente eletto, Mohammed Mursi. Termina così, dopo un anno, la prima presidenza a guida islamista del Paese. Un alto ufficiale dell’esercito ha detto all’Afp che a Mursi è stato applicato un provvedimento di arresto “preventivo”, suggerendo in tal modo che nelle prossime ore potrebbero essere formulate accuse precise nei confronti del presidente deposto. I suoi più stretti collaboratori sono stati rinchiusi nello stesso carcere dove si trova Mubarak.

Dopo una giornata convulsa, che ha tenuto il Paese con il fiato sospeso, la sorte di Mursi è stata definitivamente segnata con l’annuncio, da parte del ministro della Difesa e capo delle forze armate,  Abdel Fattah El Sissi, di una road map che ha sospeso la Costituzione, ha consegnato i poteri presidenziali al presidente della Corte costituzionale e ha annunciato la prossima costituzione di un Governo tecnico, in attesa di nuove elezioni presidenziali.

Dopo l’annuncio piazza Tahrir, riempita di manifestanti fino all’inverosimile e illuminata dai fuochi d’artificio, è esplosa di gioia. Si tratta di un percorso che realizza «una vera conciliazione» e rimette in marcia il processo della rivoluzione del 2011, come ha detto Mohamed ElBaradei, l’ex premio Nobel per la pace, portavoce di tutte le opposizioni egiziane.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, si è detto «preoccupato per l’interferenza dei militari» negli affari dell’Egitto. Ban Ki-moon ha aggiunto che «sarà cruciale rafforzare il Governo civile in linea con i principi della democrazia».  Il segretario generale dell’Onu «continua ad appoggiare le aspirazioni del popolo egiziano» ed ha affermato che la transizione in Egitto «è ora a un punto delicato e in questo momento di alta tensione e incertezza il segretario generale ribadisce il suo appello alla calma, alla non violenza, al dialogo e alla moderazione».

Profonda preoccupazione per la situazione in Egitto è stata espressa dagli Stati Uniti.

La Russia ha esortato «tutte le forze politiche in Egitto» a «dare prova di moderazione» e ad astenersi da ogni forma di violenza.

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23 ottobre 2019

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