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Sviluppo
a piccoli passi

· ​Progetto in Ghana per sconfiggere la lebbra e l’ulcera del Buruli ·

Di recente, due americani rappresentanti un’organizzazione statunitense che si occupa di salute pubblica sono venuti a visitare il programma antilebbra in Ghana. Essendo già venuti vent’anni prima, hanno constatato con grande meraviglia gli evidenti progressi compiuti dal Paese in generale e dal progetto antilebbra in particolare. Come tutti coloro che vengono in missione dall’estero, avevano però poco tempo a disposizione. Così si sono dovuti accontentare delle solite visite di routine: ospedale, qualche clinica periferica, il centro di formazione, pochi pazienti ancora in cura nei loro villaggi, un giro turistico per ammirare le bellezze naturali della foresta equatoriale.

Naturalmente abbiamo anche incominciato a parlare dell’ultima espansione del progetto in ordine di tempo: la cura dei bimbi malati di ulcera del Buruli. Dopo qualche spiegazione e dopo aver visto numerose foto di bambini anche piccolissimi deturpati dalla malattia, la prima domanda dei miei ospiti è stata: «Ma è colpa della sporcizia, della povertà o dell’ignoranza?», facendomi chiaramente intendere che propendevano a considerare quest’ultima la causa primaria.
Sono abituato a rispondere a domande fatte a bruciapelo e, anche, a preparare in pochi minuti un’intervista o un intervento per un consesso scientifico. In questo caso, tuttavia, sono stato preso alla sprovvista. Subito avrei voluto rispondere: «Di tutte e tre». Però ho preferito fermarmi a riflettere. Sentivo, infatti, che sarebbe stata una risposta falsa, o meglio fuorviante. È troppo facile, infatti, ascrivere all’ignoranza un comportamento che è distante dalla nostra cultura, o che non può essere giustificato in base a parametri a noi noti.

di Giorgio Abram

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26 febbraio 2020

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