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Golpe sventato
in Etiopia

· Ucciso il capo dell’esercito ·

Il premier etiope Ahmed Ali mentre dà notizia del fallito colpo di stato (Afp)

Il governo etiope ha sventato ieri un colpo di stato nella regione settentrionale di Amhara. Lo ha comunicato il premier, Abiy Ahmed Ali, il quale comparso in tv con abiti militari, ha riferito che diversi ufficiali sono morti nella capitale di Amhara, Bahir Dar. Alcuni rivoltosi, forse guidati dal capo delle forze di sicurezza di Amhara, hanno ucciso due persone, tra cui il governatore dello stato del nord, Ambachew Mekonnen, e un suo consigliere. Nel corso dei disordini, è morto anche il capo dell’esercito, il generale Seare Mekonnen. Secondo testimoni oculari, il militare è stato raggiunto da alcuni colpi di arma da fuoco sparati dalla sua stessa guardia del corpo, mentre tentava di opporsi al golpe. La rete internet è stata subito oscurata, mentre violente sparatorie a Bahir Dar sarebbero andate avanti per almeno 4 ore. Diverse persone sono state arrestate. «È il momento di rimanere uniti per debellare le forze diaboliche che vogliono dividere l’Etiopia», ha aggiunto il primo ministro. In un comunicato stampa, un portavoce di Ahmed Ali ha confermato che i presunti golpisti sono stati arrestati e che comunque la sicurezza dell’Etiopia non è a rischio. A muovere le fila del tentato colpo di stato ci sarebbe Asaminew Tsige, capo delle forze di sicurezza della regione di Amhara che, nelle scorse settimane, in un video su Facebook, aveva incoraggiato la popolazione locale ad armarsi. L’obiettivo era formare delle milizie per riprendere possesso della limitrofa regione del Tigray, terra di provenienza del capo dell’esercito ucciso. Tsige è già stato responsabile in passato di un altro fallito colpo di stato.

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15 dicembre 2019

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