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Supplemento d’anima

· Il 26 agosto 1978 Albino Luciani veniva eletto Papa ·

Sono bastati trentatré giorni ad Albino Luciani, eletto vescovo di Roma il 26 agosto 1978, per lasciare la sua impronta nella Chiesa e additare lo stesso cammino tracciato dai Papi del concilio, Giovanni XXIII e Paolo VI, dei quali aveva scelto di portare con il nome lo stile. 

E con la morte improvvisa di Giovanni Paolo I la sera del 28 settembre si chiudeva un ventennio che si potrebbe definire trittico dell’umiltà, formato da Angelo Giuseppe Roncalli, che divenne Papa il 28 ottobre 1958, da Giovanni Battista Montini, eletto il 21 giugno 1963, e infine, per poco più di un mese, quasi un supplemento d’anima, da Luciani.

Davvero un inno all’umiltà, che resta. «La Chiesa, in questo sforzo comune di responsabilizzazione e di risposte ai problemi lancinanti del momento, è chiamata a dare al mondo quel “supplemento d’anima” che da tante parti si invoca e che solo può assicurare la salvezza». Nelle parole pronunciate da Luciani il 27 agosto, all’indomani dell’elezione, riecheggia l’incipit della costituzione dogmatica conciliare Gaudium et spes: «Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo» ed è per questo che «la comunità dei cristiani si sente realmente e intimamente solidale con il genere umano e la sua storia».

di Vincenzo Bertolone, Arcivescovo di Catanzaro-Squillace

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16 ottobre 2019

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