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Per superare la logica della violenza

· I lavori dell’annuale incontro internazionale di Oasis svoltosi a Sarajevo ·

Dal mondo a Sarajevo: la rete internazionale di Oasis ha scelto per l’incontro annuale la capitale dolorosa dei Balcani, città-simbolo del ventesimo secolo come la definì Giovanni Paolo II durante la sua visita nel 1997, città che fra pochi giorni celebrerà l’anniversario dello scoppio della prima guerra mondiale. 

Qui personalità da Egitto, Giordania, Marocco, Spagna, Francia, Belgio, Nigeria, India, Iran, Canada, Stati Uniti si sono riunite lunedì 16 e martedì 17 giugno per affrontare il tema «Tentazione violenza: religioni tra guerra e riconciliazione», che i recenti fatti di Mossul o della Nigeria, per citare solo gli ultimi eventi in ordine di tempo, hanno confermato come questione di estrema attualità.

Le due giornate di lavoro hanno approfondito quattro linee-guida, nelle quali si sono innestati i diversi interventi: la problematizzazione della guerra, per cui all’aumento di una diffusa sensibilità “pacifista” sembra corrispondere paradossalmente una radicalizzazione della violenza che ha condotto a genocidi e oggi al terrorismo in forme sempre più minacciose; la rilettura delle conseguenze del primo conflitto mondiale sul mondo islamico, come la fine del califfato ottomano, la nascita dell’islam politico e del nazionalismo arabo; il ritorno in alcuni Paesi musulmani della violenza religiosamente motivata che alimenta per reazione in Occidente il sospetto nei confronti delle fedi, soprattutto di quelle monoteiste, considerate in sé violente e intolleranti; infine la memoria per la guerra in Bosnia ed Erzegovina (1992-1995), che a Sarajevo ha lasciato tracce indelebili. Della vicenda di Cristo come «un oggettivo superamento della logica della violenza e come tale misura del passato e del futuro della storia umana» ha parlato il cardinale arcivescovo di Milano, Angelo Scola, presidente di Oasis, nel suo intervento di apertura dei lavori, nel quale si è soffermato sul possibile contributo dei cristiani all’incontro tra uomini di religioni diverse: «Il congedo definitivo dalla logica della violenza che l’evento pasquale porta in sé è anche il principale contributo che come cristiani pensiamo di poter offrire oggi al dialogo interreligioso. È stata la grande intuizione di Assisi e il messaggio che Papa Francesco ha appena ripetuto in Terra Santa».

Maria Laura Conte

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18 agosto 2019

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