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Sull'orlo dell'abisso

· Il Parlamento greco si riunisce per il voto sul piano di austerità ·

Moody's lancia l'allarme sul rischio di contagio per le banche europee

«Il nostro Paese ha raggiunto l'orlo dell'abisso: è responsabilità di tutti noi impedire che si faccia un passo nel vuoto». Le parole del presidente greco, Karolos Papoulias, sono il commento più eloquente alla crisi economica che sta segnando in profondità tutta l'Europa. La guerriglia urbana ad Atene e le paure per un possibile effetto-contagio in Spagna e in Portogallo condizionano i mercati, che ieri hanno registrato un nuova giornata negativa con indici tutti in calo. Intanto l'agenzia di rating Moody's lancia l'allarme: la crisi potrebbe contagiare le banche di diversi Paesi europei, tra cui Portogallo, Spagna, Italia, Irlanda e Gran Bretagna.

Sono lontani i giorni della vittoria del Pasok, lo scorso ottobre, quando la promessa della svolta socialista si riassumeva tutta in un solo slogan: «Ridaremo il sorriso alla Grecia». Quel sorriso, però, non è mai arrivato. Al contrario, ieri si è trasformato nell'incubo materializzatosi a piazza Syntagma tra le fiamme, le pietre, le bombe molotov dei manifestanti e i lacrimogeni della polizia di fronte a un Parlamento sempre più diviso. Nella notte George Papandreou, il premier greco, si è consultato con tutti i leader politici del Paese allo scopo di formare un fronte comune a poche ore dal voto sul piano di austerità. E ha ribadito la necessità di un vertice straordinario per dare un segnale di unità in un momento delicatissimo. «Siamo preparati a pagare pesanti costi politici», ha detto il ministro delle Finanze, George Papaconstantinou. «Non faremo un solo passo indietro; l'austerità è il solo modo per evitare la bancarotta».

Papandreou ha condannato gli scontri di Atene sottolineando che «le morti ingiuste sono la conseguenza della violenza incontrollata e dell'irresponsabilità politica». Per rompere l'isolamento politico in cui si trova il Governo il premier sarebbe intenzionato a cercare un'intesa con la Nuova Democrazia (Nd), il partito conservatore ex forza di Governo. Su questa strada, però, ci sarebbe uno ostacolo difficile da eliminare: la promessa di punire i colpevoli dell'accumulo di deficit e della falsificazione dei conti, tra cui inevitabilmente ricade l'ex primo ministro Costas Karamanlis già leader di Nd. Il capo dei conservatori, Antonis Samaras, ha già fatto sapere di non accettare intese con i socialisti, anche se si è detto disponibile a partecipare al vertice straordinario.

I sindacati intanto promettono battaglia. L'organizzazione dei dipendenti pubblici Gsee ha denunciato «le tragiche morti e la provocazione», assicurando che «continuerà la lotta per le giuste rischieste dei lavoratori contro il piano di austerità». Il sindacato comunista Pame ha organizzato un nuovo raduno nella capitale. Ma a protestare sono soprattutto gli impiegati bancari che oggi osservano ventiquattro ore di sciopero dopo i gravi incidenti di ieri in cui sono morti tre loro colleghi. Una mobilitazione generale dei sindacati è in programma per la prossima settimana in occasione della presentazione al Parlamento del testo di legge sulla riforma della previdenza sociale.

Dalla Commissione europea, intanto, giungono rassicurazioni. Il presidente, José Manuel Durão Barroso, ha affermato che tutti i Paesi membri dell’area euro appoggeranno gli aiuti alla Grecia e che altrimenti ci sarà un impatto molto negativo. Barroso aggiunge che l’Europa ha ora bisogno di più cooperazione e che il blocco euro discuterà ogni possibile revisione delle regole dell’Unione europea. «La Commissione farà tutto ciò che è necessario per garantire che i mercati finanziari non siano un terreno di speculazione», ha spiegato Barroso nel corso di un dibattito al Parlamento europeo, precisando che la Commissione è pronta ad agire se saranno necessari ulteriori interventi di regolamentazione.

In Europa si diffonde la paura del contagio. «Bisogna riuscire a evitarlo», ha detto in un’intervista al quotidiano francese «Le Parisien» il direttore del Fondo monetario internazionale (Fmi), Dominique Strauss-Kahn, sottolineando tuttavia che il piano d’aiuto dell’Ue e dell'Fmi è stato pensato proprio per evitare questo scenario. «Ci sono sempre dei rischi di contagio e per questo bisogna fare in modo che ognuno sia estremamente vigile», ha aggiunto Strauss-Kahn spiegando che il Portogallo «sta gia prendendo delle misure e che gli altri Paesi sono in una situazione molto più solida». Il direttore dell'Fmi ritiene inoltre che «per la Francia, la Germania o per gli altri grandi Paesi europei non c’è nessun rischio reale». Nel frattempo, il cancelliere tedesco, Angela Merkel, e il presidente francese, Nicolas Sarkozy, hanno scritto una lettera congiunta in cui chiedono all'Ue il rafforzamento della governance economica dell'Unione per salvare la moneta unica. I due leader hanno ricordato la necessità di un'unica agenzia di rating europea e di rafforzare la vigilanza sui bilanci dei Paesi, sottolineando in particolare che «gli Stati non debbono essere costretti a soccorrere le banche».

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