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Sulle orme di san Paolo nel cuore del Mediterraneo

· Benedetto XVI a Malta ·

Benedetto XVI è a Malta. Sulle orme di san Paolo, nel cuore del Mediterraneo, è pronto a rilanciare il ruolo di una nazione, quella maltese, chiamata, dalla sua storia e dalla sua posizione geografica, a far da ponte nella comprensione tra i popoli, le culture e le religioni che si affacciano su questo mare. Il Papa ha scelto quest'isola come meta per il suo quattordicesimo viaggio internazionale — che tra l'altro si svolge all'indomani dell'ottantatreesimo compleanno e alla vigilia del quinto anniversario di elezione al Pontificato — per riproporre l'espressione genuina della carità cristiana laddove spesso si incrociano i destini di una parte sofferente dell'umanità, alla disperata ricerca di solidarietà.

L'Airbus a320 dell'Alitalia con a bordo il Pontefice è decollato nel primo pomeriggio di sabato 17 aprile dall'aeroporto romano di Fiumicino alla volta dello scalo maltese di Luqa.

Sebbene breve per la durata — un giorno e mezzo — questo nell'arcipelago del Mediterraneo è un appuntamento denso di incontri. Benedetto XVI visita solo l'isola principale, quella da cui prende il nome il Paese: l'itinerario prevede avvenimenti nella capitale Valletta, a Rabat e Floriana, ma la papamobile attraverserà una trentina di località diverse. Lo ha preceduto Giovanni Paolo II per due volte dal 25 al 27 maggio 1990 e dall'8 al 9 maggio 2001. Tre se si considera anche il breve scalo tecnico del 1° settembre 1990. Benedetto XVI viene a celebrare i 1950 anni del naufragio di Paolo sull'isola, che rendono di fatto i maltesi uno dei più antichi popoli cristiani. E paolino è anche lo slogan della visita di Papa Ratzinger, tratto dagli Atti degli Apostoli: «Ma è inevitabile che andiamo a finire su qualche isola» (27, 26).

Benedetto XVI ha accolto l'invito rivoltogli dai vescovi locali e dal presidente della Repubblica George Abela, al quale aveva indirizzato il 5 febbraio scorso un breve messaggio — pubblicato dal «Times of Malta» — in cui sottolineava: «Non vedo l'ora di unirmi» ai maltesi «per commemorare l'importante anniversario dell'arrivo di san Paolo sulle loro coste». Nei giorni scorsi, l'11 aprile, anche il cardinale Tarcisio Bertone, segretario di Stato, aveva scritto alla Chiesa locale evidenziando come nella preparazione del viaggio, il Papa avesse chiesto di pregare affinché la sua visita fosse «un tempo di rinnovamento spirituale» per tutti. Del resto quello maltese è un popolo dalla profonda identità cattolica: nonostante alcune flessioni nelle cifre rispetto alle statistiche pubblicate in occasione dell'ultima visita del predecessore, Papa Ratzinger trova ancora oltre quattrocentomila battezzati su 443.000 abitanti, quasi il 95 per cento dei maltesi. La cura d'anime è ripartita tra le due circoscrizioni ecclesiastiche di Malta e Gozo per un totale di 85 parrocchie. Il clero è composto da nove vescovi e più di 850 preti — quasi equamente suddivisi tra diocesani e religiosi — affiancati da una sessantina di consacrati, un migliaio di suore, una quarantina di membri laici di istituti secolari e più di 1.200 catechisti. In materia di vocazioni si registrano 269 seminaristi minori e 91 maggiori. La Chiesa gestisce un'ottantina di scuole materne e primarie, medie inferiori e secondarie, un istituto superiore e un'università. Vi sono iscritti novemila bambini, ottomila ragazzi e settecento giovani. Numerose sono poi le istituzioni sociali riconducibili a enti ecclesiastici.

Benedetto XVI parlerà dell'antica tradizione cattolica di Malta e delle sfide che le vengono poste dalla secolarizzazione. Lo accompagnano in questo viaggio il cardinale Bertone, l'arcivescovo Fernando Filoni, sostituto della Segreteria di Stato, con i monsignori Peter Bryan Wells, assessore, e Leo Cushley, officiale della Segreteria di Stato, Georg Gänswein, segretario particolare di Benedetto XVI, e il maltese Alfred Xuereb, della segreteria particolare del Papa; monsignor Guido Marini, maestro delle celebrazioni liturgiche del Sommo Pontefice, con due cerimonieri, i monsignori Giulio Viviani e Stefano Sanchirico. Fanno parte del seguito anche il gesuita Federico Lombardi, che dirige la Radio Vaticana, la Sala Stampa della Santa Sede e il Centro Televisivo Vaticano, Alberto Gasbarri, responsabile dell'organizzazione, Patrizio Polisca, medico personale del Papa, e il direttore del nostro giornale.

All'aeroscalo di Luqa si uniscono al seguito papale l'arcivescovo Tommaso Caputo, nunzio apostolico; l'arcivescovo domenicano Paul Cremona, dell'arcidiocesi di Malta e presidente della Conferenza episcopale; il vescovo Mario Grech, della diocesi di Gozo; i monsignori Charles Cordina, coordinatore della visita papale, e Pedro F. Mercado Cepeda, segretario della nunziatura.

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