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Sulle nostre stesse strade

· L’incontro con l’amore di Dio ·

Maria santissima, l’“onnipotente per grazia”, come recita la supplica alla regina del rosario di Pompei, è l’icona più bella: toccata dalla misericordia di Dio, che si è chinata su di lei. Ella è diventata madre amorevole e compassionevole, pellegrina di fede in cammino con gli uomini e le donne di ogni tempo, sicura speranza per tutti coloro che cercano Dio. Maria — come ha scritto il Santo Padre — «è entrata nel santuario della misericordia divina perché ha partecipato intimamente al mistero del suo amore» (Misericordiae vultus, 24). 

Pontormo, «Visitazione» (1528-1530)

Allo stesso modo, possiamo chiederci: chi entra nei nostri santuari partecipa al mistero dell’amore di Dio? I nostri luoghi di culto e di pellegrinaggio favoriscono l’incontro con il Signore e con la sua misericordia, o restano solo dei luoghi decorativi della nostra religiosità? Questi interrogativi stimolano il nostro impegno pastorale a fare dei santuari i simboli della fede del nostro popolo; luoghi nei quali le persone, arrivando da strade diverse, portano a Dio le loro fatiche e le loro speranze; spazi di preghiera, di silenzio, di riconciliazione e di carità, nei quali, in mezzo alle vicende della vita, anche le più dolorose, è possibile incontrare l’amore misericordioso di Dio, che libera e guarisce. Ce lo ricorda bene il Vangelo di oggi, che descrive, con le tinte forti del linguaggio apocalittico, i segni di decadenza della creazione e gli avvenimenti umani, talvolta feriti dalla violenza e dal male; è proprio in mezzo a questi eventi che il Signore viene a salvarci: «Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina» (Luca, 21, 28). È una Parola che semina speranza nel nostro cuore, diradando la nube tossica della paura, della rassegnazione e della tentazione di credere che il male sia più forte e che abbia l’ultima parola su di noi: Dio scaccia il male e vince la morte, intessendo una storia di salvezza dentro le trame della nostra vita quotidiana. È questo che, anche oggi, il Popolo di Dio viene a cercare nei nostri santuari. Essi permettono l’esperienza della preghiera, della carità e della riconciliazione e, così, sono luoghi che aiutano la gente a “risollevarsi” e “alzare il capo”, rinnovando la fede in Dio e ricevendo la sua liberazione.

di Beniamino Stella

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26 maggio 2019

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