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Sulla traccia
dell’umano

· ​Il processo a Gesù ·

Antonello da Messina, «Ecce Homo» (1470-1475)

Il buon Samaritano è l’imago della missione di Gesù; l’Ecce Homo è la veritas della persona di Cristo. E lo Spirito trasforma la nostra immagine conformandola a Gesù, che è rivelatore del Padre invisibile e vita dell’umano umanizzato. Se il buon Samaritano ci è apparso la figura storica della forma servi, la scena dell’Ecce Homo rivela la forma Dei nel volto sfigurato di Cristo. Il buon Samaritano è modello ed esempio, l’Ecce Homo è grazie e sorgente di vita. Cristo con la sua missione ci ha insegnato la via, con la sua via ci ha aperto la verità, con la sua croce ci ha donato la vita. Il mistero di Dio e il volto dell’uomo insieme. Lo scrive il vescovo di Novara Franco Giulio Brambilla nel volume «Adamo, dove sei? Sulla traccia dell’umano» (Assisi, Cittadella Editrice, 2015, pagine 133, euro 11,50), aggiungendo che la via di Gesù ha la forma di un passaggio: «Prima della festa di Pasqua Gesù, sapendo che era venuta la sua ora di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò fino alla fine» (Giovanni, 13, 1). Cristo entra nell’ora, dove il Signore si fa servo, perché il servo diventi il Signore. È la sua Pasqua! La grande scena del «processo di Gesù» (Giovanni, 18, 28 - 19, 16a) diventa rivelazione dell’umano divinizzato e smascheramento dell’umano sfigurato. Ma nel volto insanguinato di Cristo brilla la figura dell’umano trasfigurato.

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22 settembre 2018

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