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Sulla strada della felicità

· Ai partecipanti al pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto ·

«Le guerre non ti danno felicità» e nemmeno «le inimicizie» e «il chiacchiericcio». Al contrario «l’amore, il servizio l’uno per gli altri: questo è il cammino, la strada della felicità». Non poteva non ricorrere a un’immagine di movimento Papa Francesco per parlare ai partecipanti al quarantesimo pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, svoltosi nella notte tra sabato 9 e domenica 10 giugno.

Decine di migliaia di giovani hanno percorso come ogni anno ventotto chilometri in terra marchigiana per raggiungere la cittadella mariana con la Santa casa di Nazareth. E a loro il Papa si è rivolto per la sesta volta consecutiva in collegamento telefonico, al termine della messa presieduta nello stadio maceratese dal cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, e concelebrata dai presuli della regione. «Adesso voi — ha esordito Francesco — incominciate a camminare, dopo la santa messa. È un buon segnale, perché la vita è un cammino». E, ha aggiunto, «nella vita non si può restare fermi». Soprattutto «un giovane non può essere fermo, perché se un giovane è fermo, va in pensione a vent’anni. E questa è una cosa brutta. La gioventù è per giocarla, per scommettere, per andare avanti e dare dei frutti». Da qui l’invito a pensare «che la vita è un cammino. Sempre avanti, cercando la felicità per noi e per gli altri. Ma la felicità non è una cosa che si compra al supermercato. La felicità è soltanto nell’amare e nel lasciarsi amare. Amare gli altri». Perciò, ha concluso, bisogna andare «avanti, sempre guardando l’orizzonte. Sempre! Lì tu vedrai che è importante camminare, andare... Ogni giorno un passo in più. Questa è la fecondità della vita».

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21 giugno 2018

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